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NUCLEARE/ Ecco smontate le tre ultime “balle atomiche” degli ambientalisti all’amatriciana

Marco Ricotti affronta alcuni problemi sottesi all’identificazione dei siti idonei per le centrali nucleari: il pericolo sismico, la disponibilità idrica per il raffreddamento, la densità abitativa. Tre aspetti sui quali, alla quasi-vigilia delle regionali, è meglio avere le idee chiare

nucleare_lagunaR375.jpg (Foto)

La ripresa di interesse per l’opzione nucleare ha fatto muovere negli ultimi mesi a governo e aziende i primi importanti passi legislativi e strategici. Ne sta conseguendo una discussione, largamente attesa, che pare riaccendersi saltuariamente sui media su vari temi: i costi del nucleare, la sicurezza e l’attesa della IV generazione, i rifiuti e il deposito delle scorie. Negli ultimi tempi, la (presunta) lista dei siti nucleari, smentita dai diretti interessati.

Sarebbe opportuno andare oltre le schermaglie politiche, soprattutto su quest’ultimo tema, forse il più critico di tutti perché coinvolge direttamente la popolazione e il consenso del territorio, evitando il facile scandalismo e la tentazione di istigare reazioni emotive. Dopo la non proprio esaltante esperienza italica post-Chernobyl (valutazione ormai largamente condivisa anche tra alcuni ambientalisti), non pare proprio il caso di ripetere l’errore. Occorrerebbe invece un chiaro impegno per una informazione completa, rigorosa, scientificamente fondata e non emotiva.

Ma siamo già in campagna elettorale per le regionali, e per alcuni è difficile resistere alla tentazione di usare un tema di facile impatto mediatico ed emozionale per “segnare il campo” e differenziarsi in modo ideologico. Anche le mosse di alcuni consigli regionali che hanno rapidamente votato dichiarazioni o leggi contro un eventuale “nucleare locale” o hanno avviato il ricorso alla Corte costituzionale contro la legge “Scajola” 99/2009, paiono piuttosto premature e preventive: la stessa legge nazionale prevede infatti un processo di condivisione di scelte e strategie tra i ministeri nazionali ed i governi locali. Facendo salvo che, trattandosi di scelta strutturale di interesse nazionale e considerata la complessità del sistema da attivare, un punto di decisione e responsabilità finale dovrà pur essere trovato, se non si giungerà ad un punto di accordo tra istituzioni (si veda il problema dei rifiuti in Campania).

La paura di una “azione militare” prevaricante le scelte regionali, in realtà la possibilità di una decisione ultima dirimente, rimane come estrema ratio di un processo di sostanziale condivisione nazionale-locale, azione estrema che dubito verrà realmente utilizzata per ragionevoli motivi di opportunità politica. Credo nessuno si sogni di riavviare il nucleare in Italia senza una adeguata condivisione e partecipazione del territorio alla decisione ed alla sua implementazione. Non sarebbe nell’interesse degli elettroproduttori, in primis. In realtà il nucleare, come già citato più volte sulle pagine de ilsussidiario.net, è l’impegno di una intera nazione, complesso e di lungo termine, quindi richiede una solida condivisione bipartisan.

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COMMENTI
26/12/2009 - Nucleare si, nucleare no. (Lindo Caprino)

Si dice: l'uranio non ce l'abbiamo e lo dobbiamo importare. Ed il petrolio ed li gas ce l'abbiamo? Le centrali nucleari costano molto di più delle centrali eoliche o solari. Perché allora i grandi produttori vogliono costruire centrali nucleari se non sono economiche? I costi di costruzione e di gestione sono solo a carico loro! Poi, riscaldamento dell'acqua di scarico; e l'anidride carbonica immessa nell'aria dalle centrali tradizionali? Questa i "verdi" non la considerano mai, mentre avversano le centrali nucleari. Problema delle scorie: come fanno tutti gli altri Stati che hanno centrali nucleari? Forse qualcosa possono insegnarci. Con tutto ciò non voglio dire che bisogna costruire solo centrali nucleari, ma mi sembra un'opzione che non si possa escludere a priori per una sorta di ancestrale avversione all'atomo! Per pareggiare la potenza di una centrale nucleare, quanti Kmq. di pannelli solari bisogna costruire e collocare sul territorio a danno dell'agricoltura (e del paesaggio)? Questo è mai considerato dagli anti-nucleari?

 
24/12/2009 - Smontato cosa? (Enzo Gianotti)

Sto cercando di informarmi, sto cercando di essere obiettivo e capire, per farmi un'idea sul si o no, al nucleare, quindi cerco di leggere voci pro e voci contro. ...Ma se questa è pro! Annuncia platealmente di smontare le motivazioni degli ambientalisti, leggo l'articolo e non parla delle questioni più importanti: costi/benefici, per esempio. Mi sembra solo uno delle tante voci "sensazionaliste" che puntano sull'ignoranza e sul fatto che ci si limiti al titolo senza leggere l'articolo. Per mè, nel dubbio, questo articolo è un punto a favore del no. E ribadisco ancora che non sono assolutamente prevenuto. Enzo

 
15/12/2009 - false risposte (Luisa Memore)

Giusto per entrare più nel dettaglio: anche se non occorresse molta acqua per raffreddare gli impianti, questa verrebbe comunque restituita molto più calda di prima: è noto all'autore il danno ambientale causato dall'aumento della temperatura delle acque a valle? Inoltre si continua a non rispondere all'elementare quesito: DOVE METTIAMO LE SCORIE? Perchè costruire impianti che sono già "vecchi" quando entrano in funzione? E in ultimo: COME MAI IL PREMIO NOBEL RUBBIA è CONTRARIO ALLE CENTRALI NUCLEARI?

 
15/12/2009 - sono favorevole perchè (mauro bazzi)

le centrali a energia eolica e da fonti pulite costano 20 volte di più di quelle nucleari e danno 100 volte meno in quantità di energia prodotta! Purtroppo questo non si dice mai! Per le scorie faremo come fanno tutti gli altri paesi che hanno da decenni le centrali nucleari. Se ce la fanno loro possiamo farcela anche noi!

 
15/12/2009 - altre obiezioni (Alessandro d'Alessandro)

Sono contrario al nucleare per varie ragioni: 1) l'uranio lo dobbiamo importare, no? allora saremo comunque dipendenti da qualcuno. 2) cosa ne facciamo dell'uranio usato, lo mettiamo in qualche bombetta o lo sotterriamo? Entrambe le opzioni mi sembrano un po' preoccupanti. 3) I costi di costruzione e di esercizio di una centrale nucleare sono infinitamente maggiori di quelli di una centrale eolica o solare. Mentre si discute delle centrali nucleari, in Italia ogni anno vengono installati centinaia di megawatt di eolico ed in misura inferiore di solare: in pratica, l'equivalente di un paio di centrali nucleari all'anno. Perché l'Enel non investe i miliardi di Euro, che si appresta a spendere nel nucleare, per installare una eguale (o probabilmente maggiore) capacità produttiva in energia pulita? La mia personale opinione è che le imprese del settore hanno esercitato con successo la loro pressione: stanno per partire appalti di portata gigantesca. L'amatriciana si preannuncia molto succosa...