BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

FAMIGLIA/ Campiglio: smascherate le false accuse degli economisti alla Giavazzi

Nel loro libro “L’Italia fatta in casa” gli economisti Alberto Alesina e Andrea Ichino propongono un bilancio dei costi e dei benefici generati dalla famiglia italiana, sulla base dell’approccio che considera la famiglia come nucleo di individui distinti, ma fra loro interconnessi. L'analisi di LUIGI CAMPIGLIO

operaia_lavoroR375_15nov08.jpg (Foto)

Nel loro libro “L’Italia fatta in casa” gli economisti Alberto Alesina e Andrea Ichino propongono un bilancio dei costi e dei benefici generati dalla famiglia italiana, sulla base dell’approccio economico oggi prevalente, cioè la famiglia intesa come nucleo di individui distinti, ma fra loro interconnessi.

Gli autori individuano nella riduzione delle tasse sul reddito per le donne lo strumento centrale che può restituire loro autonomia economica e spazi di libertà nell’ambito della famiglia: si favorirebbe in tal modo un riequilibrio dell’eccessivo carico di lavoro sulle spalle delle donne - fuori e dentro casa - nonché, con una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, un aumento del Pil del paese.

Sul piano fiscale l’obiettivo è, coerentemente, l’equità fiscale fra i coniugi, piuttosto che l’equità fiscale fra le famiglie, come avverrebbe con il quoziente familiare: infine, se la famiglia è in grado di fornire “sicurezza sociale” ai suoi componenti essa è anche un soggetto che frena la mobilità sociale. La questione centrale è, non casualmente, cosa si debba intendere per famiglia e in particolare il ruolo che gli affetti hanno nell’amalgamare preferenze economiche e personali, secondo una logica di “ragionevolezza” analoga alla razionalità delle scelte collettive.

L’evidenza empirica che emerge da un’indagine Istat del 2003 sulla “Vita di coppia” suggerisce un quadro che merita di essere approfondito rispetto a quello proposto nel libro.
Per misurare “il potere dei mariti” nel libro si osserva che “solo il 17,5% delle donne coniugate ha un conto corrente personale (contro il 50% delle non coniugate)”, mentre dalla medesima tabella del volume Istat risulta che il 50% delle donne ha anche un conto corrente cointestato, come è ragionevole attendersi se le decisioni vengono “amalgamate”, e quindi prese insieme. E infatti il 61% delle coppie dichiara di avere un uguale peso nella gestione dei risparmi, senza alcuna apprezzabile differenza fra Nord e Sud.

 

CLICCA IL SIMBOLO >> QUI SOTTO PER CONTINUARE LA LETTURA DELL'ARTICOLO


COMMENTI
03/12/2009 - FAMIGLIA (vincnzo lapenta)

...perchè non abbattere le imposte sul reddito a tutti? Meno imposte, più controlli, al di là delle alchimie fiscali

 
02/12/2009 - Viva il quoziente famigliare! (Giuseppe Crippa)

Il professor Campiglio mi pare lo dica in modo forbito e gentile, io invece, purtroppo per me, tendo ad esprimermi in modo più rozzo, e dico che la tesi sostenuta dagli autori del libro “L’Italia fatta in casa”, e cioè che occorrerebbe perseguire l’equità fiscale tra i coniugi piuttosto che il quoziente famigliare, mi sembra, fantozzianamente, una … ! Poniamo il caso di una famiglia monoreddito: come è possibile ridurre le tasse alla moglie casalinga per compensarla del suo lavoro a sostegno della famiglia? Con uno stipendio elargito dallo stato? Qui Totò direbbe: “Ma mi faccia il piacere!” E chiudo con le citazioni cinematografiche.