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FINANZA/ La nuova crisi partirà dalla Germania

Nel colpevole silenzio generale dei media la Bundesbank ha avvertito le banche tedesche di prepararsi a una nuova tornata di tracolli

Euro_Cubetti_GhiaccioR375.jpg (Foto)

L’approssimarsi del Natale sembra magicamente far passare nel dimenticatoio i grandi temi che la crisi economica ci pone di fronte: o, quantomeno, riesce a mantenerli sottotraccia, farli apparire meno gravi di quanto in realtà siano. Purtroppo, però, le brutte notizie continuano e sembrano avvisarci che il nuovo anno porterà immediatamente con sé il peggio, un qualcosa che ilsussidiario.net denuncia da tempo e che ora è all’orizzonte.

 

Nel colpevole silenzio generale dei media, infatti, la Bundesbank ha avvertito le banche tedesche di prepararsi a una nuova tornata di tracolli: i problemi finanziari «sono ben lungi dall’essere superati», la stagnazione continua, sicché ci si devono attendere «perdite dei prestiti (concessi) all’industria e all’immobiliare commerciale». Prestiti e fidi che le banche dovranno scrivere nei loro libri contabili come inesigibili.

 

Quanto? Da 70 a 90 miliardi di euro, un livello di svalutazioni che sia negli Usa che in Europa toccheranno relativamente il 12 e il 13 per cento del totale. A fare paura è il fatto che una componente molto grande della futura messe di perdite sarà ancora legata ai Cdo, ovvero i subprime che le banche millantavano di non avere in pancia o di avere eliminato e che invece porteranno con sé qualcosa come altri 16 miliardi di dollari di perdite nel primo trimestre.

 

Al mondo, le autorità finanziarie e le banche hanno ammesso solo la metà dei 3,6 miliardi di dollari di perdite potenziali dovute alla presenza nei bilanci di titoli tossici: siamo, insomma, a metà del guado. Peccato che l’economia reale, se possibile, si è indebolita ancora di più, i governi hanno già speso lo spendibile per cercare di arginare la situazione e, soprattutto, i debiti pubblici di molti Stati stanno andando oramai completamente fuori controllo: Moody’s ha già avvertito la Gran Bretagna e altri paesi emettitori di debito che i loro rating sono a forte rischio e i mercati fanno già nervosamente capire che non finanzieranno più le operazioni di rifinanziamento dello stesso.

 

Insomma, c’è il forte rischio di default tecnici in stile argentino a catena. Nonostante non lo si voglia ammettere, ad esempio, Commerzbank, Hsh Nordbank e Bayern Lb - tutte banche tedesche - sono a forte rischio di nazionalizzazione già entro il primo semestre del prossimo anno, lo ha ammesso la stessa Bundesbank che ha chiaramente fatto capire che la strada maestra sarà quella che portò pochi giorni fa al salvataggio di WestLB, scherzetto costato quattro miliardi di euro ai contribuenti tedeschi.

 

Questa situazione, paradossalmente, ha portato nelle scorse settimane a un rafforzamento ulteriore dell’euro, poiché le banche si vedono costrette a vendere all’estero parti delle loro attività per cercare di far cassa: questo, però, è significato anche il superamento della soglia psicologica nel rapporto tra euro e dollaro, una vera e propria tragedia per gli esportatori. Danni su danni, quindi.

 

La Germania rischia di essere l’epicentro della prossima scossa tellurica di crisi, almeno a livello continentale. E il tutto potrebbe accadere in tempi molto brevi. «I debiti della Germania esploderanno come una granata entro due mesi se non si fa qualcosa», continua a ripetere inascoltato Jochen Sanio, presidente della BaFin, l’ente che regola il mercato finanziario tedesco.

 

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COMMENTI
21/12/2009 - Preoccupante e nascosto (Diego Perna)

Quanto Lei scrive non si ascolta in nessuna delle emittenti pubbliche. Nemmeno sui giornali si leggono notizie del genere. Ciò che mi preoccupa è che sono certo che le sue non siano soltanto ipotesi ma dati sicuramente reali e controllabili in qualche maniera. Perchè tutti crediamo che rimandando sempre a dopo, qualcosa miracolosamente ci potrà salvare da tempi più duri e non cominciamo a prendere sin d'ora i provvedimenti necessari. Perchè i cittadini sono sempre pensati dai governi e dall'informazione come dei deficienti mentali? Perchè? Forse che così continuano a spendere ciò che non hanno più in tasca per sostenere una ripresa che non esiste. Oppure perchè alle cattive notizie ci dobbiamo abituare man mano. Il fatto è, secondo me, che il popolo è divenuto una massa informe da trascinare da una parte all'altra secondo in gusti e capricci di un cumulo di persone senza scrupoli, ma così potenti che risulta impossibile fermare. Invece forse andrebbero fermati dalla coscienza di un popolo che però ancora non è nato. Buona giornata Diego