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SCENARIO/ Bonanni (Cisl): la manovra salva i conti ma non risolve la crisi

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Sono in parte rassicurato perché il patto col governo è che gli ammortizzatori continueranno. Negli ultimi dodici, quindici mesi se ne è fatto un uso innovatore: penso all’allungamento, fino al raddoppio, della cassa integrazione ordinaria, che non ha avuto precedenti neanche quando ci sono state crisi gravissime, o alla revisione del sistema dei contratti di solidarietà, la cui copertura è passata dal 60 all’80 per cento.

 

Ma il governatore ha parlato di riforma vera e propria, mentre una delle critiche che vengono mosse al governo è di essersi limitato ad una strategia dei provvedimenti d’emergenza…

 

Quando Draghi parla di riforma degli ammortizzatori dice una cosa giusta. A mio avviso però la prima riforma da fare è quella di consolidare il funzionamento di quei provvedimenti che in gran parte si sono dimostrati efficaci, in primis la cassa integrazione in deroga. In questo senso la riforma non è altro che perfezionare ciò che abbiamo fatto negli ultimi 15 mesi.

 

Lei dà molta importanza alla cassa integrazione in deroga, perché?

 

All’inizio della crisi c’era chi voleva innalzare l’indennità di disoccupazione, ma io ero contrario, perché l’aumento dell’indennità di disoccupazione spinge l’azienda a licenziare, invece gli ammortizzatori in deroga inducono l’impresa a mantenere in essere il rapporto di lavoro. In questo modo ci siamo risparmiati almeno mezzo milione di nuovi disoccupati: ci sarà una ragione se la Francia è al 10 per cento, e noi abbiamo di poco superato l’8 per cento.

 

Rimane il problema di quell’1,6 milioni di persone a rischio: i giovani, gli autonomi, i contratti a termine e i collaboratori. Per loro cosa facciamo?

 

È lì che ora si deve lavorare sul serio. La richiesta di dar loro più sostegno in finanziaria è venuta da noi. Ma secondo me la finanziaria ha mostrato poco coraggio. Capisco le preoccupazioni di chi gestisce un debito del 118-120 per cento, molto vicino a quello del 130 per cento della Grecia, pur con tutte le differenze, ma che interesse abbiamo a mantenere un’economia così anemica da distruggere anche la possibilità di assorbimento del debito?

 

Cosa chiede?

 

Provvedimenti più azzardati per spingere l’economia e soprattutto favorire un accordo forte tra poteri centrali e poteri locali. Oggi invece ci sono ancora molti sprechi, come dimostrano la sanità e i troppi enti inutili.

 

Cosa pensa della proposta di un contratto unico per tutti a tutele crescenti?

 

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COMMENTI
21/12/2009 - BUONANNO! (celestino ferraro)

E' quasi commovente l'ingenuità di Bonanni, vorrebbe "botte piena e moglia ubrica". Non s'è reso che la crisi è mondiale e che il nostro sistema di civiltà ha fatto flop. Non è il lavoro che crea l'occupazione, è l'occupazione che crea il lavoro. Evidentemente ognuno vorrebbe la sua occupazione preferita e rinunziamo a quelle occupazioni che ci sembrano troppo vili per la nostra dignità di uomini acculturati. Bisognerebbe che i Bonanni dessero l'esempio e che fossero i primi a sgobbare dietro un camion dell'immondizia per sbarazzarci dei rifiuti che inquinano il notsro benessere. No, si aspettano gli extracomunitari, schiavi moderni della nostra civiltà. CF