BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCENARIO/ Bonanni (Cisl): la manovra salva i conti ma non risolve la crisi

Pubblicazione:lunedì 21 dicembre 2009

bonanni_ppiano1R375_17feb09.jpg (Foto)

 

«Vedo una politica come strumento per la conquista del potere, senza contenuti sociali, economici, e di rapporto con le persone, consumare la sua crisi definitiva. È la crisi di un sistema politico autoreferenziale». È netto il giudizio del segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. Che rilancia l’idea di un patto fiscale tra cittadini e stato e ammonisce: niente tasse senza rappresentanza. Con un suggerimento al governo: deve mostrare più coraggio.

 

Agli Stati generali di Cisl e Uil Tremonti ha lanciato il programma di una rivoluzione fiscale: spostare il prelievi fiscale dalle persone alle cose, premiando i beni e le attività “meritevoli”. Lei ha risposto invocando un “patto fiscale”. Perché?

 

La proposta di Tremonti è ottima, ma il primo passo che si può e si deve fare è quello sul fisco. Oggi il fisco è inefficiente, costoso e ingiusto. Per questo occorre ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadino e stato, che appare gravemente compromesso. I coloni americani dicevano “no taxation without representation”. Non dico che occorra fare come loro, ma il fatto di non poter esprimere con le preferenze chi va in Parlamento è grave.

 

Vuole dire che oltre al prelievo fiscale occorre riformare il sistema di rappresentanza?

 

Sì, perché le due questioni - mancanza di rappresentanza e fisco ingiusto - sono legate e hanno sempre costituito un motivo di avversione verso le istituzioni. Oggi invece occorre più che mai coesione. Serve allora un nuovo patto, ma su basi nuove, dove concorrono tutti, maggioranza, opposizione e parti sociali. C’è la legge delega sul federalismo fiscale: la Cisl preme perché ci sia un rapporto il più stretto possibile tra tributi e servizi.

 

Come valuta la manovra finanziaria del governo?

 

Ha dato delle risposte importanti. Le risorse stanziate per i non autosufficienti, i provvedimenti a favore delle categorie di lavoro più esposte, come gli ultracinquantenni, i lavori atipici o troppo flessibili, tutti coloro che non possono cumulare i tempi di lavoro ai fini di fruire dell’indennità di disoccupazione o di altri ammortizzatori. Sono finanziamenti che noi abbiamo chiesto con insistenza e che sono arrivati.

 

Il tasso di disoccupazione ha raggiunto a ottobre l’8,2 per cento. Draghi a Padova ha detto che manca ancora una riforma degli ammortizzatori sociali. Qual è il suo commento?

 

 

CONTINUA LA LETTURA DELL’ARTICOLO, CLICCA SUL SIMBOLO >> QUI SOTTO


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
21/12/2009 - BUONANNO! (celestino ferraro)

E' quasi commovente l'ingenuità di Bonanni, vorrebbe "botte piena e moglia ubrica". Non s'è reso che la crisi è mondiale e che il nostro sistema di civiltà ha fatto flop. Non è il lavoro che crea l'occupazione, è l'occupazione che crea il lavoro. Evidentemente ognuno vorrebbe la sua occupazione preferita e rinunziamo a quelle occupazioni che ci sembrano troppo vili per la nostra dignità di uomini acculturati. Bisognerebbe che i Bonanni dessero l'esempio e che fossero i primi a sgobbare dietro un camion dell'immondizia per sbarazzarci dei rifiuti che inquinano il notsro benessere. No, si aspettano gli extracomunitari, schiavi moderni della nostra civiltà. CF