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FINANZA/ 1. I nuovi “padroni” dell’Europa parleranno cinese

Pubblicazione:martedì 22 dicembre 2009

Cina_YuanR375.jpg (Foto)

C’è poi Lenovo, azienda informatica che ha comprato la divisione personal computer di Ibm e ha sancito lo sbarco della Cina nel mercato più iconico degli Stati Uniti. Controllato a maggioranza anch’essa dal governo cinese, Lenovo sembra voler proseguire la sua crescita come profilo di player globale soprattutto per quanto riguarda ricerca e sviluppo: alcuni analisti americani hanno messo l’azienda nel mirino per ragioni di sicurezza, poiché viene vista come un potenziale cavallo di Troia in ambito di intromissione della Cina nei contesti politici, economici e militari dell’Occidente. Non a caso il carismatico fondatore dell’azienda, Liu Chuanzhi, era un prodotto naturale del famigerato Istituto per l’ingegneria delle telecomunicazioni militari del Partito Comunista.

 

Ultimo player è la China State Grid Corporation, monopolista dell’energia capace di spodestare il potentissimo consorzio San Miguel nelle Filippine. Con oltre 1,3 miliardi di utenti serviti nel paese, Csgc ora punta all’export anche in altri mercati e molti analisti a Londra comincia a temere il suo attivismo e soprattutto la sua disponibilità praticamente illimitata di riserve per investimenti strategici. Non c’è la certezza, ma tra questi soggetti potrebbero esserci i futuri padroni di parte d’Europa: meglio conoscerli in anticipo.



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COMMENTI
22/12/2009 - Sono “partecipazioni statali” che conosciamo bene. (Giuseppe Crippa)

Caro Bottarelli, grazie per le informazioni su questi nuovi player globali di cui sentiremo presto parlare anche qui. Mi auguro che su queste pagine segua presto qualche riflessione su questo fenomeno, che personalmente non mi impaurisce dato che abbiamo già perso una buona parte della nostra indipendenza imprenditoriale per mano di multinazionali soprattutto americane. Incuriosisce anzi il constatare che il modello economico che si sta imponendo è di fatto quello delle “partecipazioni statali” inventato in Italia nel secolo scorso: modestamente, siamo sempre i primi… Fa paura invece vedere che la classe politica che detiene la proprietà delle società da Lei citate non sembra avere valori etici di riferimento, men che meno quelli marxisti, che peraltro valori non sono. Su questo punto l’opinione del professor Lao Xi sarebbe preziosa. Le rinnovo i miei auguri di Buon Natale!