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Economia e Finanza

FINANZA/ 1. I nuovi “padroni” dell’Europa parleranno cinese

Con il beneplacito degli Usa, la Cina sta cominciando a guardarsi intorno e dopo la conquista dei porti greci lavora ad altri grossi colpi commerciali in Europa

Cina_YuanR375.jpg(Foto)

Mentre la classe politica scherza con il fuoco della protesta e sembra ignorare gli avvertimenti dell’Europol sul rischio di violenze di stampo terroristico in Spagna, Grecia e Italia connesse alla crisi economia e al sempre crescente tasso di disoccupazione, converrà prepararsi per tempo e conoscere quali potrebbero essere i nuovi padroni di una larga fetta di Occidente.

Con il beneplacito degli Usa, costretti a fare buon viso a cattivo gioco dal devastante deficit che sta trasformando il paese in un’immensa Argentina, la Cina sta infatti cominciando a guardarsi intorno e dopo la conquista dei porti greci lavora ad altri grossi colpi commerciali. Dieci sono gli attori in gioco.

Il primo è la Industrial e Commercial Bank of China, già artefice di un’espansione all’estero per 21 miliardi di dollari e attore principale della penetrazione del Dragone in Africa, dove ad esempio ha conquistato una larga partecipazione di Standard Bank of South Africa valutata in cinque miliardi di dollari. Ma non solo. Ha acquisito il ramo di Hong Kong di Fortis Bank e ora punta diritto su Indonesia, Dubai e Sidney: l’Europa, per ora, è un progetto in gestazione ma la svendita stile supermarket di molti assets fruttuosi che le esplosioni del debito pubblico porrà in essere potrebbe accelerare i piani.

C’è poi la China Development Bank, la banca del governo cinese. Emettitore privilegiato di bond, la Cdb è anche finanziatrice di grandi eventi come le ultime Olimpiadi e l’Expo di Shanghai. Detentrice di una quota pari a 1,3 miliardi di dollari in Barclays, questo soggetto si muove soltanto dopo aver ottenuto l’approvazione dei massimi vertici politici del paese: è, nei fatti, lo strumento geopolitico e geofinanziario di Pechino.

Citic Securities ha mire più aggressive e dopo essere sbarcata a Wall Street per comprarsi il 10% della disastrata Bear Stearns sta consolidato il suo ruolo di top brokerage in campo di assets. Quotata alla Borsa di Shanghai, Citic non fa mistero del suo attivismo in campo internazionale e la sua presenza molto attiva nel mercato Usa sembra preludere a un possibile interesse sul finora inesplorato panorama europeo.

China Mobile, da sola, può contare su 376 milioni di utenti nella sola Cina, più dell’intera popolazione degli Stati Uniti: ora, dopo un rimpasto interno del management, sta puntando diretta sull’espansione overseas anche se fino ad oggi l’unica acquisizione - peraltro decisamente strategica, anche se non a livello commerciale - è stata quella dell’operatore pakistano di telefonia Paktel.

Il suo presidente, Wang Jianzhou, è stato educato nelle migliori scuole di business administration di Hong Kong e ragiona come uno spregiudicato uomo d’affari statunitense più che come il ligio esecutori d’ordini della compagnia telefonica di regime: attenzione, quindi, perché potrebbe essere proprio questo soggetto a far partire le danze.

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COMMENTI
22/12/2009 - Sono “partecipazioni statali” che conosciamo bene. (Giuseppe Crippa)

Caro Bottarelli, grazie per le informazioni su questi nuovi player globali di cui sentiremo presto parlare anche qui. Mi auguro che su queste pagine segua presto qualche riflessione su questo fenomeno, che personalmente non mi impaurisce dato che abbiamo già perso una buona parte della nostra indipendenza imprenditoriale per mano di multinazionali soprattutto americane. Incuriosisce anzi il constatare che il modello economico che si sta imponendo è di fatto quello delle “partecipazioni statali” inventato in Italia nel secolo scorso: modestamente, siamo sempre i primi… Fa paura invece vedere che la classe politica che detiene la proprietà delle società da Lei citate non sembra avere valori etici di riferimento, men che meno quelli marxisti, che peraltro valori non sono. Su questo punto l’opinione del professor Lao Xi sarebbe preziosa. Le rinnovo i miei auguri di Buon Natale!