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SCUDO FISCALE/ Dopo Svizzera e San Marino, l’Austria nel mirino della Guardia di Finanza

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Sono le filiali di banche austriache al centro della nuova operazione congiunta della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate. Sotto controllo il corretto adempimento da parte di banche e intermediari finanziari degli obblighi di comunicazione all’Archivio dei rapporti finanziari dei rapporti intrattenuti con i clienti e delle operazioni svolte al di fuori di rapporti continuativi, secondo quanto previsto dalla legge n. 248/2006 e dal decreto legislativo n. 231/2007.

Il secondo tempo della partita dei controlli, iniziata il 27 ottobre scorso con una prima operazione congiunta Gdf-Agenzia in 76 filiali di banche svizzere o con sedi territorialmente vicine a San Marino, coinvolge un altro gruppo di soggetti ad alto rischio, continuando a puntare i fari sulla correttezza e completezza dei dati contenuti nell’Archivio dei rapporti finanziari.

Un intervento che si iscrive in un più ampio disegno di lotta all’evasione e agli illeciti fiscali internazionali che vede il Fisco italiano in prima linea.

Cosa c’è nell’Archivio dei rapporti finanziari - La banca dati dei rapporti finanziari contiene tutte le comunicazioni relative ai rapporti continuativi intrattenuti con la clientela esistenti, a partire dalla data del 1° gennaio 2005, alle cosiddette operazioni extra-conto, ossia poste in essere al di fuori di un rapporto continuativo, ad eccezione delle operazioni di versamento effettuate tramite bollettino di conto corrente postale per un importo unitario inferiore a 1.500 euro, nonché ai rapporti diversi da quelli intrattenuti con i titolari dei rapporti continuativi o delle stesse operazioni extra-conto (procure e deleghe).

Vademecum per le comunicazioni - I dati devono essere comunicati all’Archivio mensilmente in via telematica. Nel database sono registrati, ad oggi, oltre 950 milioni di rapporti e più di 90 milioni di soggetti che hanno effettuato operazioni extra-conto.

I soggetti tenuti a inviare i dati sono circa 13 mila e includono le banche, la società Poste italiane Spa, gli intermediari finanziari, le imprese di investimento, gli organismi di investimento collettivo del risparmio, le società di gestione del risparmio e ogni altro operatore finanziario.



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