BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

WTO/ Il commercio mondiale pronto alla svolta, ma Obama lo aiuterà?

Pubblicazione:

WtoR375.jpg

Di questo si sono convinti soprattutto i paesi in via di sviluppo che per primi hanno bloccato le negoziazioni di fronte alla riluttanza dei paesi avanzati a fare concessioni sull’agricoltura. I paesi più poveri hanno infatti capito che i loro interessi sono meglio tutelati all’interno di un sistema multilaterale piuttosto che in accordi regionali dove inevitabilmente il maggior potere contrattuale è nelle mani del più forte.

 

In secondo luogo è emersa la consapevolezza che su alcuni temi è stato raggiunto un accordo, magari non ottimale, ma che costituisce senza dubbio un passo in avanti rispetto allo status quo. Dopo 10 anni di trattative il realismo impone di finalizzare ciò su cui c’è un accordo lasciando a un round di negoziazione successivo le questioni aperte. In termini pratici i paesi si sono impegnati a non rinegoziare più i testi su cui è stato già trovato un accordo di massima.

 

Su queste basi si è registrato dunque l’impegno di chiudere il Doha round entro il 2010. Non è ovviamente scontato che all’impegno seguano azioni concrete che portino effettivamente alla chiusura delle negoziazioni entro il prossimo anno. In effetti già alla scorsa conferenza ministeriale (nel 2005 a Hong Kong) si era preso un impegno simile che è tuttavia rimasto solo sulla carta.

 

Ci sono ragioni per credere che questa volta l’esito possa essere diverso. In particolare la posizione dell’Europa e dei principali paesi emergenti è fortemente a favore della chiusura degli accordi. Rimane un unico ostacolo costituito dallo scarso impegno profuso dagli Usa in questo ambito.

 

Tuttavia le condizioni sono favorevoli: se Barack Obama riesce a far approvare la riforma sanitaria in questi giorni in discussione in parlamento e se al vertice di Copenhagen si riesce a trovare un accordo soddisfacente, il prossimo anno la questione del commercio sarebbe tra le priorità principali dell’amministrazione americana. Se così sarà, la chiusura del Doha Round non costituirà più un miraggio.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.