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CRISI/ Istat, il 28% delle famiglie italiane non può sostenere una spesa imprevista di 600 euro

Lo afferma l’Istat che oggi ha illustrato al Cnel alcuni dati sulla povertà (2006) confrontati con l’Europa. L’Italia si colloca all’ottavo posto

Il 28,4% delle famiglie italiane non è in grado di affrontare una spesa imprevista di 600 euro. Si tratta del doppio delle famiglie svedesi e della metà di quelle polacche. Lo afferma l’Istat che oggi ha illustrato al Cnel alcuni dati sulla povertà (2006) confrontati con l’Europa.

L’Italia si colloca all’ottavo posto in questa drammatica classifica. La condizione migliore è vissuta in Svezia (14,9%), Lussemburgo (18,1%), Portogallo (18,2%). Il nostro paese si colloca tra Austria (27,6%) e Regno Unito (28,7%). In generale, più del 50% delle famiglie non può far fronte a una spesa imprevista in Slovacchia, Ungheria, Polonia, Lituania e Lettonia. Tuttavia, le famiglie italiane che dicono di essere in arretrato con il pagamento delle bollette sono solo il 9,4% (valore più basso nell’Ue a 15) e per il rimborso di prestiti da banche o finanziarie il 2,2% (anch’esso valore basso, il più alto con l’11,4% in Grecia e a Cipro).

Ma in Italia, il 6,2% delle famiglie non può permettersi di fare un pasto adeguato (carne o pesce) almeno una volta ogni due giorni; valore analogo a quello della Francia (6,7%). Le quote più basse si trovano ancora in Lussemburgo e Danimarca (2%) e quelle più alte in Slovacchia (38,1%) e Lettonia (35,6%). Ed ancora: le famiglie italiane che non possono permettersi di riscaldare adeguatamente l’abitazione sono il 10,4%: è il valore più alto tra i paesi dell’Europa a 15 (eccetto Grecia con il 13,6% e il Portogallo con il 41,6%).

Nel nostro paese poi il 38,7% delle famiglie che vorrebbe fare una settimana di ferie l’anno non può permetterselo; è un valore molto distante da quello di Lussemburgo (10,5%), Danimarca (11,5%) e Svezia (15,2%) ma prossimo a quello della Spagna (38,3%) e della Francia (32,4%). Inoltre, il 7,3% delle famiglie italiane non può acquistare un pc (in Svezia e Danimarca sono il 3%) e il 3,8% un’auto (meglio di noi solo il Lussemburgo e Cipro con circa il 2%).

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