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INFRASTRUTTURE/ Due “pietre” fondamentali per le grandi opere

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La complessità delle grandi opere di ingegneria, e delle infrastrutture in genere, si gioca sulla combinazione di diversi fattori in causa. Il primo è il territorio, che comprende tanto l’ambiente naturale quanto l’insieme economico, sociale e amministrativo sul quale l’opera insiste: si tratta di un campo dinamico, sul quale l’opera, per definizione, interviene con un impatto destinato a modificarlo. Il secondo ordine di fattori comprende le attività legate alla realizzazione dell’opera vera e propria, dalle fasi iniziali dello studio di fattibilità fino alla manutenzione e alla gestione dell’opera stessa, passando per la progettazione, la costruzione e i collaudi.

 

È chiaro che queste due dimensioni definiscono un campo di interazioni continue, che devono essere controllate e valutate, per correggere lo sviluppo dei lavori e per garantire il mantenimento degli standard di qualità, sicurezza, impatto ambientale. Questo sistema di controlli e varianti rispetto al progetto originario definisce così una terza dimensione, quella delle informazioni e del loro governo, che è sempre più cruciale ma che continua a essere poco notata nel dibattito, a volte fin troppo caldo, sulle infrastrutture.

 

È proprio sul terreno delle informazioni, però, che si giocano alcune delle partite più importanti: la disponibilità di un quadro chiaro, aggiornato e dettagliato dell’andamento dei lavori e delle attività in corso permette di controllare i possibili problemi, di ridurre gli imprevisti e di introdurre i correttivi. Tutte le attività sviluppate nel corso della realizzazione dell’opera producono informazioni, e la loro unificazione in un singolo flusso ne permette l’integrazione e ne incrementa l’efficienza.

 

Per gestire queste informazioni, i cantieri più avanzati ricorrono, ormai da un certo tempo, a piattaforme informative, vale a dire a sistemi informatici per la gestione dei documenti e dei processi, sviluppati ad hoc per le esigenze specifiche delle grandi opere di ingegneria, che permettono di unificare il flusso informativo e di controllare l’andamento complessivo dei lavori. Così, le attività di monitoraggio ambientale, di coordinamento della sicurezza e di controllo della qualità rientrano nello stesso flusso delle attività di costruzione vera e propria.

 

In questo modo, la necessaria attenzione a questi aspetti non produce un flusso di attività separato rispetto a quello relativo alla produzione, ma vi si integra senza sbavature, con un notevole incremento di efficienza, qualità e sicurezza.

 

Un altro aspetto di notevole importanza è quello della rendicontazione e, più in generale, della documentazione: la possibilità di presentare una fotografia accurata dello stato di avanzamento dei lavori e di gestire in modo rapido e trasparente i collaudi e le procedure di contenzioso si traduce in notevoli risparmi di tempo, in una maggiore puntualità dei pagamenti e in un forte snellimento del carico burocratico.

 

Inoltre, la condivisione di queste informazioni permette di stabilire un dialogo più efficace e proficuo con il territorio, coinvolgendo le realtà locali, le amministrazioni e le aziende. Un esempio in questo senso viene dalle opere cosiddette di mitigazione, vale a dire quell’insieme di interventi non direttamente connessi alla grande opera in sé, ma che costituiscono una sorta di “compensazione” per il territorio interessato: nel caso della tratta di linea ferroviaria ad alta velocità tra Bologna e Firenze, si è trattato di lavori che hanno comportato, tra l’altro, la realizzazione di 84 km di nuove strade e il rifacimento di altri 71, la posa di circa 150 km di condotte per il rifacimento della rete idrica e la costruzione di scuole e impianti sportivi, la realizzazione di aree verdi e parchi pubblici, il miglioramento dei sistemi di illuminazione stradale e interventi si ristrutturazione e consolidamento di diversi edifici.

 

Tutto ciò è il risultato di un processo di coinvolgimento del territorio nel suo complesso, che ha portato a una proficua collaborazione tra le amministrazioni locali, la cittadinanza e il consorzio responsabile della realizzazione della linea: una storia ben diversa da quelle che vengono riportate con grande enfasi dai media, e che dimostra come le cose si possano fare, se si parte dal dialogo.

 

In questo modo, la trasparenza interna del flusso informativo si traduce in condivisione e in collaborazione, attivando una partecipazione complessiva di tutti gli attori, che possono partecipare al dibattito con un quadro informativo chiaro e aggiornato, sapendo che cosa si sta facendo, in che modo e a quali costi. Se la sussidiarietà è la partecipazione di tutti i soggetti sociali all’interesse comune, allora la disponibilità di informazioni ne è una condizione fondante e la trasparenza amministrativa una risorsa fondamentale.



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