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CRISI/ Gli allarmi in Italia e in Europa: fiducia, disoccupazione, aiuto agli altri Paesi

Lamberto Cardia a proposito del nostro Paese e Barroso a proposito dell’UE evidenziano i punti maggiormente sensibili della crisi economica mondiale

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Di fronte al perdurare della crisi economica e delle turbolenze sui mercati finanziari «la causa più grave che dobbiamo combattere è il calo di fiducia». Il presidente della Consob, Lamberto Cardia, intervenendo a un convegno della scuola di polizia tributaria della Gdf ha così lanciato un invito 'ad innescare un circolo virtuoso a partire dai piccoli risparmiatori. Senza un recupero della fiducia probabilmente avremo tempi difficilissimi», anche l'Italia «che non è certamente in una situazione peggiore rispetto ad altri Paesi, per la solidità del sistema degli interventi degli intermediari, potrebbe avere danni immeritati e ingiusti se non si riesce a recuperare fiducia. Questo è l'elemento

Fondamentale. Si è persa la fiducia: si verificano circostanze in cui persone semplicissime vengono a chiedere se devono ritirare 10 mila euro dalla banca e se è meglio metterli sotto il mattone». Così, ora «occorre ricreare un circolo di fiducia, occorre che tutti, a partire dai piccoli risparmiatori, portino con fiducia i risparmi» nelle banche. Così come è necessario che «gli istituti intermediari distribuiscano, e non solo alle grandi istituzioni, quello che è il credito disponibile». Bisogna rimettere in moto “una macchina che sta rallentando”, anche perché «la situazione può pericolosamente portar anche alla perdita di imprese o alla acquisizione da parte di Stati stranieri e fondi sovrani. Lo sforzo di tutti, mettendo alla base il rispetto e la tutela del piccolo risparmiatore, potrà contribuire necessariamente al recupero della fiducia».

Di fronte a un eventuale rischio default di alcuni Pesi europei «ci sono gli strumenti per reagire»: lo ha detto il presidente della commissione Ue, José Manuel Barroso nel corso della conferenza stampa. «Stiamo considerando tutte le opzioni e stiamo monitorando la situazione in tutti i Paesi fuori e dentro la zona euro. È chiaro che se c'è un problema si interviene - ha aggiunto - ma non è il caso di speculare ora sul come e su quali Paesi». Sul fronte degli effetti della crisi sull'occupazione ci sono «cifre molto preoccupanti». Ha invece aggiunto il presidente, sottolineando che per quest'anno si prevede una flessione dell'occupazione nei 27 dell'1,6% equivalente alla perdita di circa 3,5 milioni di posti di lavoro. Le prospettive per il prossimo anno sono ugualmente inquietanti. Nel corso di una conferenza stampa, Barroso ha detto che il tasso di disoccupazione nel 2010 potrebbe addirittura raggiungere il 10%. «Sono numeri già molto preoccupanti ai quali non intendo aggiungere commenti che potrebbero alimentare un ulteriore inutile allarmismo».

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