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L’ESEMPIO/ Così le Pmi rispondono alla crisi

Pubblicazione:venerdì 6 marzo 2009

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È un quadro a luci e ombre quello che emerge dalla presentazione della terza rilevazione dell’Osservatorio Permanente, Micro e Piccola Impresa Milanese sullo stato delle piccole e medie imprese organizzata lunedì tre Marzo dalla Compagnia delle Opere di Milano presso la Camera di Commercio di via Meravigli.

 

Il professor Mario Molteni, direttore dell’Altis, l’Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica di Milano presentando il rapporto ha fatto notare segnali positivi e negativi che emergono dalle piccole e medie imprese in questa situazione di crisi economica internazionale.

 

Tra i segnali positivi il primo dato è legato al mondo del lavoro. Nonostante il momento di profonda crisi dell’economia, per il 70% delle micro e piccole imprese milanesi il numero dei dipendenti è rimasto stabile rispetto all’anno scorso, per il 17% è aumentato e solo per l’8% è diminuito. Fatto molto rilevante salgono dal 23% dell’anno scorso al 53% di quest’anno le aziende che assumono a tempo indeterminato. Il 26% delle imprese milanesi intrattiene rapporti con l’estero soprattutto in Europa e segnale in controtendenza rispetto al momento attuale, il 24% dichiara di avere intenzione di attivare relazioni d’import-export. Grandi aspettative sono rivolte all’EXPO 2015 ritenuto dalla gran parte degli imprenditori in grado di migliorare la competitività internazionale delle imprese milanesi. Un altro aspetto positivo che emerge da questo rapporto è che il 77% del campione costituito da 1.818 imprese ritiene gli immigrati una risorsa e non un ostacolo allo sviluppo dell’economia milanese.

 

Gli aspetti negativi che le Pmi milanesi stanno affrontando sono invece sul fronte degli investimenti dove si registra sia una diminuzione dal 77% del 2006 al 56% del 2008 del numero d’imprese che ha effettuato investimenti sia di quelle che hanno usufruito di finanziamenti agevolati. Gli investimenti sulla formazione del personale sono in calo scendendo al 34% di quest’anno contro il 46% del 2006. Tasto dolente quest’anno come nel 2007 il rapporto tra Pmi e istituti di credito. Nel 51% dei casi i problemi riguardano la possibilità di accedere a linee di credito mentre il 48% degli intervistati lamenta tassi e commissioni troppo elevate.

 

Proprio sul binomio accesso al Credito-sviluppo del mercato ha posto l’accento il dott. Chevallard, segretario generale Camera di Commercio, sostenuto da Bernard Scholz, presidente di Compagnia delle Opere che ha sottolineato come l’accesso al credito oltre a sviluppare il mercato sia in grado di produrre un’autentica stabilità sociale. «Solo investendo nell’ innovazione si potrà creare nuova occupazione e ricordiamoci che l’economia ha tante leve ma soprattutto la fiducia» ha aggiunto Scholz.

 

Massimo Ferlini, presidente di Compagnia delle Opere di Milano, ha lanciato un forte richiamo alla valorizzazione del capitale umano delle aziende, ossia alla valorizzazione delle persone che sono il vero motore dell’azienda. Quello che si nota, ha spiegato Ferlini, specialmente in un momento come questo, è la solitudine in cui si ritrovano talvolta i micro-imprenditori, la mancanza di una rete di relazioni che sappia fornire delle risposte ai loro problemi. Per rispondere a questa necessità la Compagnia delle Opere ha realizzato il servizio SOS IMPRESA (02-97069572) dedicato alle imprese in difficoltà.

 

(Mattia Sorbi)



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