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MEETING/ Tremonti a Draghi: «Debito aumentato per salvare le banche»

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I riferimenti sono chiari anche senza che venga citato il diretto interessato. Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, al tavolo del Meeting sul dibattito “Oltre la crisi?”, non risparmia critiche al discorso sull'uscita dalla crisi fatto dal governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, due giorni fa dallo stesso palco da cui ha oggi parlato il ministro del Tesoro.
Draghi aveva detto che la crisi è stata come nel 1929 e che poi bisognerà porre mano ai debiti pubblici aumentati, ora come allora, per far fronte alla crisi.
Tremonti ha contestato che l'attuale crisi sia come quella del '29 e paragonabile al New deal che ne è seguito e che i debiti pubblici sono ora aumentati perché si è scelto di salvare le banche, non per fare investimenti pubblici.
Il ministro ha rivendicato la giustezza della linea politica sostenuta dal nostro governo che ha posto come priorità "salvare industrie, famiglie e risparmio" mentre "in molti Paesi la scelta è stata il salvataggio delle banche, nell'assunzione che fosse la scelta sistemica" giusta.
"Credo che su questo si dovrà aprire una riflessione e la verità non ve la raccontano i banchieri, quelli che frequentano i sinedri", ha aggiunto.
"Quando mi vengono a dire che si è creato un eccesso di debito pubblico", ha poi aggiunto nel passaggio più direttamente riferibile all'intervento di due giorni fa di Draghi, "il debito non è aumentato perché sono stati fatti investimenti pubblici, ma perché si è scelto di salvare le banche. Non puoi dire che il debito è cresciuto come nel '29", ma devi dire che è cresciuto "solo per salvare i signori delle banche".
"Si può dire che non c'era alternativa, ma non c'è una alternativa a dire alla gente la verità e non ha senso girare la colpa agli Stati. Si è passati i soldi da una tasca all'altra con la differenza che la tasca dei banchieri è dei banchieri e quella degli Stati è di tutti", ha poi aggiunto.



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