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CRISI/ Fmi: no ad attuazione di exit strategy

Pubblicazione:lunedì 21 settembre 2009

«Non sollecitiamo al momento un disimpegno» dalle politiche straordinarie messe in atto per affrontare la crisi. Così l'Fmi. «È essenziale un coordinamento internazionale per le exit strategy» altrimenti il rischio è che ognuno proceda per la sua strada mettendo a rischio la stabilità.

«Non c'è una ricetta comune per tutti i paesi ma dovrebbero esserci delle linea guida da seguire». È necessario far ripartire le cartolarizzazioni per non diminuire il credito. «Ci preoccuperebbe se nell'arco dei prossimi 6-18 mesi ci fosse un ritiro delle risorse concesse alle banche. Non abbiamo una data» da suggerire per l'attuazione delle exit strategy ma «va tenuta sotto osservazione la stabilità dei mercati e il disimpegno non deve avvenire mentre questi sono ancora fragili», dicono Laura Kodres e Effie Psalida, responsabili del Global Financial Stability Report.

I principi generali delle exit strategy: considerare la gestione delle aspettative del mercato; coordinamento fra i vari paesi e i vari settori del mercato; segnalare ai mercati le modalità di disimpegno e i tempi, per consentire ai partecipanti di prepararsi adeguatamente. Nell'attuare le exit strategy la priorità deve andare alle misure che hanno un impatto distorsivo sui mercati.



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