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SCUDO FISCALE/ A chi conviene un ampliamento della “sanatoria”?

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Lo scudo fiscale, così come attualmente disciplinato, non garantisce una copertura assoluta ai contribuenti che aderiscono. In sede penale, infatti, lo scudo opera limitatamente ai reati di dichiarazione infedele od omessa, mentre restano escluse dalla copertura altre fattispecie di reato. Inoltre, pur essendo previsto che l’adesione allo scudo non possa costituire elemento utilizzabile a sfavore del contribuente, in ogni sede amministrativa o giudiziaria, sono tuttavia esclusi da tale previsione i procedimenti in corso alla data del 5 agosto 2009.

 

Il Governo e la maggioranza stanno pertanto valutando l’opportunità di intervenire su questi “punti deboli” della normativa, al fine di rendere più appetibile il ricorso allo scudo fiscale e quindi accrescere le probabilità di successo dell’operazione. Le eventuali modifiche allo scudo sarebbero introdotte sotto forma di emendamento al testo del decreto-legge 3 agosto 2009 No. 103 (attualmente all’esame del Parlamento per la conversione in legge).

 

L’approfondimento in sede tecnica è tuttora in corso, per cui è difficile anticipare con precisione le correzioni che saranno apportate. È probabile che la copertura penale sia estesa ad altri reati tributari (oltre a quelli di dichiarazione infedele od omessa) e ai reati di falso in bilancio quando siano stati commessi per eseguire od occultare reati tributari. È possibile poi che la non utilizzabilità dell’adesione allo scudo fiscale come elemento a sfavore del contribuente sia prevista anche per i procedimenti penali in corso alla data del 5 agosto.

 

Ancora, dovrebbero essere esclusi gli obblighi di segnalazione ai fini antiriciclaggio da parte dell’intermediario che assiste chi aderisce allo scudo fiscale. Infine, il termine ultimo per l’emersione delle attività detenute all’estero potrebbe essere anticipato dal 15 aprile 2010 al 15 dicembre 2009.

 

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COMMENTI
23/09/2009 - come ai "pentiti" della camorra,mafia e simili (attilio sangiani)

la moralità di questa legge è pari a quella degli sconti ai pentiti. Se lo Stato non riesce con i rigori, inapplicati e talora inapplicabili, della legge,ci prova "con le buone".

 
23/09/2009 - considerazioni (Calogero Di Lucia)

Questo articolo fa il paio con "PARADOSSI/ Quelle tasse non pagate che potrebbero far bene all’Italia". Il tono lascia trasparire una rassegnata presa d'atto. C'è l'onestà e una forma di dis-onestà alla quale possiamo togliere il prefisso; ovviamente non è di prima qualità, ma cerchiamo di non fare gli schizzinosi. Vediamo di trattare questi ---onesti con i guanti bianchi,ne potremmo trarre qualche vantaggio. A pensare che basterebbe recuperare un terzo dell'evaso-nero per guardare alle finanziarie e ai nostri conti con più serenità senza tagliare su certe spese. Tanto rigore per definire i livelli essenziali di assistenza (LEA) escludendo prestazioni cosidette non necessarie: cure dentarie, riabilitazione, prestazioni socio-sanitarie, farmaci salvavita e non ecc. che sarebbe legittimo e indice di responsabilità se altrettanto rigore o meglio se un pò più di rigore (non esageriamo),si usasse per chi non paga o elude le tasse le tasse, che con gli interessi nel frattempo maturati e con le opportunità che gli vengono fornite per legge azzera la sua storia di evasore fiscale e quant'altro. C'è di che riflettere anche rispetto ai 104,19 euro (tutti non una percentuale) che l'Agenzia delle entrate si è premurata di recuperare al sottoscritto per un riallineamento delle aliquote fiscali intervenuto successivamente in relazione agli arretrati contrattuali percepiti nel 2006 in quanto dipendente ASL. Viva il rigore e la precisione ..... se non fosse a senso unico.