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WELFARE/ Vittadini: la cattolica Italia vada a lezione da Francia e Germania

Pubblicazione:giovedì 24 settembre 2009

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In Francia, una politica economica fortemente orientata al sostegno delle famiglie impegnate nell'aiuto ad anziani e disabili, e nella crescita ed educazione dei minori, ha fatto sì che, anche nell’ultimo periodo di crisi, i consumi interni d’oltralpe non siano mai diminuiti. Per contro, non si può negare lo scarso peso che la famiglia ha nelle politiche economiche italiane di tutti gli schieramenti, al di là delle affermazioni di principio.

 

In un suo recente lavoro, il professor Luigi Campiglio ha mostrato come la famiglia è un soggetto sociale, e anche economico, dove sono tenuti presenti equità ed efficienza. La famiglia è fattore di equità perché è un naturale ammortizzatore sociale capace di difendere e ridare forza alle cosiddette fasce deboli: i giovani in cerca di prima occupazione, gli anziani, i disabili, gli inabili, i disoccupati.

 

Che nel nostro Paese la crisi non abbia raggiunto livelli apocalittici dipende anche dal fatto che esiste questo legame naturale dato dalla famiglia, che non è, come spesso si ritiene, un soggetto autoreferenziale, ma un insieme di persone che, esprimendo lo loro specifica personalità concorrono al bene di tutti, fulcro di ulteriori legami associativi, sociali, economici, religiosi. La famiglia è però anche fattore di efficienza perché forma, educa e finanzia continuamente il nuovo “capitale umano” fondamentale per lo sviluppo.

 

C'è un altro aspetto, sottolineato da Campiglio, trascurato dal dibattito pubblico: una politica per la famiglia è fattore fondamentale anche per lo sviluppo di breve periodo. Nel nostro Paese, anche nel periodo pre-crisi 2000-2007, a fronte di un forte incremento delle esportazioni, il consumo interno ha sempre ristagnato costituendo la vera palla al piede dell’economia italiana. Non è strano se si tiene conto che, anche quando l’economia “tirava” mantenendosi competitiva a livello internazionale, le imprese italiane facevano fatica a tradurre in incrementi di salari e stipendi i risultati ottenuti.

 

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