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ALTA VELOCITA’/ Ecco perché i biglietti dei treni veloci sono così cari

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L’incremento della tariffa è stato una costante dell’ultimo triennio. Dal momento in cui Mauro Moretti è divenuto amministratore delegato di FS è stato in grado di chiedere e di ottenere dalla politica degli aumenti tariffari. Teoricamente questi maggiori introiti sarebbero dovuti essere legati a incrementi di produttività e avrebbero dovuto seguire una norma economica quale il price cap. Tuttavia queste norme non sono state mai seguite nel settore ferroviario (anche se esistevano) e cosi come le tariffe sono state bloccate per molti anni senza alcun senso, cosi sono stati decisi degli incrementi tariffari senza alcun criterio.

 

Vi è stato inoltre un’altra metodologia da parte di Trenitalia per aumentare gli introiti dei passeggeri: la graduale trasformazione del servizio intercity con un servizio ad alta velocità. In realtà i tempi di percorrenza molte volte non sono affatto cambiati, anche perché su gran parte delle tratte non vi sono stati cambiamenti della linea ferroviaria.

 

Queste maggiori entrate per Trenitalia tuttavia non sono state quelle che hanno fatto fare il “salto di qualità” al bilancio della società controllata tramite FS dal Ministero dell’Economia. Il miglioramento del conto economico è dovuto a un aumento dei contributi e sussidi pubblici dati dagli Enti Locali e dallo Stato all’operatore dominante, nonostante l’offerta sia stata sostanzialmente stabile nell’ultimo triennio.

 

Il secondo punto in questione riguarda un confronto tariffario tra Italia ed Europa: le tariffe italiane sono davvero le più basse in Europa? L’Istituto Bruno Leoni, lo scorso anno, aveva condotto una ricerca per confrontare le tariffe francesi, spagnole e italiane. La tariffa “piena” italiana era quella più bassa, come giustamente ricordato dall’amministratore delegato di FS; tuttavia sia in Spagna che in Francia era presente una scontistisca molto superiore a quella rilevata in Italia.

 

Andando ad analizzare il prezzo medio del biglietto risultava che sia la Madrid-Barcelona che la Parigi-Marsiglia avevano un prezzo medio del biglietto inferiore della Milano-Roma, prima ancora degli ultimi aumenti tariffari.

 

Costruire un’infrastruttura a un costo triplo rispetto agli altri paesi è un gap competitivo che in qualche maniera deve essere pagato anche dagli utenti. Le polemiche “tariffarie” non sono dunque senza senso, però sono giustificate.



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