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TASSE/ Le due incognite che mettono a rischio la riforma di Berlusconi

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In una parola: no. Non mi sembra che nessuno dei problemi che ha originato la crisi sia stato risolto. Si è anzi creato ancor più azzardo morale, ed è surreale che qualcuno pensi davvero che la situazione dei mercati finanziari sia stata “messa in sicurezza” perché sono state introdotte norme che limitano i bonus dei banchieri.

 

Per arrivare a una ripresa in Italia e più in generale in Europa dovremmo aspettare che ripartano gli Usa? Saranno capaci di trainare la ripresa mondiale o conterà sempre di più il ruolo di paesi come Cina e India?

 

Non ho competenze per dare una risposta. Ci sono “bolle” ovunque, anche in Cina e in India, e la situazione è davvero precaria, in questo momento. Di una sola cosa sono sicuro: la “locomotiva americana” non ripartirà nel 2010. Le condizioni di finanza pubblica degli Stati Uniti peggiorano continuamente. Questa Amministrazione pensa solo a “centrifugare” fondi a difesa di gruppi sociali e politici che essa vuole avvantaggiare. L’America è un Paese straordinario, ricco di imprenditorialità come nessuno. Ma dovrà pagare il conto della sbornia di politica degli ultimi due anni. 



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COMMENTI
12/01/2010 - E' uno dei tanti slogan (GIAN LUCA BARBERO)

Personalmente, mi trovo molto d'accordo con l'analisi di Mingardi. "Pagare di meno per pagare tutti" è quanto ci vorrebbe, precisando che "tutti" significa "tutti", non soltanto le famiglie numerose, gli anziani, ecc. secondo il repertorio di frasi fatte a cui ci hanno abituato gli attuali politici. Anche i ricchi: perché non fare una riforma seria che preveda l'abbattimento dell'aliquota al superamento di una elevata soglia di reddito invece delle varie versioni (4 attualmente) dello scudo fiscale? Oggi, infatti, il contribuente paga il 47% oltre i 75.000: la Svizzera è senz'altro più conveniente! La storia delle 2 aliquote risale già al precedente governo Berlusconi. L'epilogo fu piuttosto triste: le aliqote furono più di due e quella relativa al primo scaglione aumentò dal 18% al 23%, creando complessivamente una forte pressione fiscale, nonostante l'ingegnoso meccanismo di deduzioni (c.d. "No Tax Area") e le varie clausole di salvaguardia create dal Ministro Tremonti. Speriamo che questa volta vada un po' meglio. Gian Luca Barbero