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Economia e Finanza

FIAT/ Marchionne intasca gli incentivi e lascia a piedi il Governo

Marchionne_ScajolaR375.jpg(Foto)

Inoltre, dei contributi alla rottamazione non ne beneficia solo Fiat, ma tutte le case automobilistiche che operano in Italia. Come del resto il Lingotto ha beneficiato di misure analoghe prese in Francia, Germania e Inghilterra. Non si possono collegare in alcun modo gli incentivi alla produzione in Italia, perché l’Ue boccerebbe, a ragione, l’iniziativa.

 

L’unico modo per aumentare la produzione di auto nel nostro Paese, che per fortuna può vantare una rete di aziende dell’indotto di primissimo livello, è agire sulle infrastrutture, sul costo del lavoro e sulla fiscalità. Come fanno gli altri Paesi europei. Altrimenti bisogna essere disposti ad aprire il portafoglio come hanno fatto la Germania per sostenere Opel, gli Usa per Gm e Chrysler, e la Francia che oltre ai finanziamenti pubblici alle aziende del settore ha ancora il 15% delle azioni di Renault nelle mani dello Stato.

 

In Italia non si è parlato di finanziamenti diretti né lo scorso anno, né nel 2004, quando Fiat ha rischiato seriamente il default e la chiusura. L’azienda, da allora, è stata gestita dal nuovo management che in meno di cinque anni l’ha portata dall’orlo del fallimento alla ribalta mondiale, con il controllo di Chrysler e gli elogi del presidente americano Barack Obama. Un’operazione del genere non può essere fatta senza cambiamenti radicali, che forse sono solo all’inizio.

 

In ballo adesso c’è persino il futuro di Alfa Romeo, l’unico dei marchi del Lingotto che ancora non riesce a trovare la sua dimensione. Dopo aver cambiato tre amministratori delegati, Marchionne a Detroit ha lanciato un messaggio: «Alfa non è in vendita, ma dobbiamo ridimensionarne le aspettative» ha detto «e farla ripartire da una base solida».

 

Parole che attestano come la superiorità nel segmento dei marchi tedeschi non sia in discussione e la necessità di trovare uno spazio di mercato nuovo per il Biscione. Andando oltre il suo passato, se necessario. «Tutti» ha affermato l’ad di Fiat Group «ci siamo innamorati di una certa storia dell’Alfa, ma…». Gli investimenti devono rendere, aggiungiamo noi. Quasi una novità per Fiat.

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COMMENTI
14/01/2010 - Risarcimento (Giorgio Allegri)

Se Marchionne vuol chiudere Termini Imerese, per me non c'è problema. E' giusto che Fiat produca in stabilimenti efficenti (e vorrei che quelli italiani lo vossero). Dato però che fino all'anno scorso ha intascato varie sovvenzioni per quell'impianto, senza contare i vari aiuti arrivati dallo Stato in oltre 100 anni di storia della Fiat, vorrei in qualità di contribuente, come simbolico risarcimento almeno una Fiat 500. Che, è bene ricordarlo, è stato fatto simbolo del Made in Italy, pur contribuendo ad accrescere il Pil del Polonia.