BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ Il “vulcano” Germania è pronto a bruciare l’Europa

Pubblicazione:giovedì 14 gennaio 2010

Euro_ScintilleR375.jpg (Foto)

Nonostante non lo si voglia ammettere, ad esempio, Commerzbank, Hsh Nordbank e Bayern Lb - tutte banche tedesche - sono a forte rischio di nazionalizzazione già entro il primo semestre del prossimo anno, lo ha ammesso la stessa Bundesbank che ha chiaramente fatto capire che la strada maestra sarà quella che portò pochi giorni fa al salvataggio di WestLB, scherzetto costato quattro miliardi di euro ai contribuenti tedeschi. La grandeur teutonica è al suo capolinea e il dato di ieri, in base al quale il governo non ha più la fiducia della maggioranza degli elettori, parla molto chiaro.

 

Semaforo verde, invece, per l'Italia. Almeno, sulla carta. «L'Italia è esperta e capace di sostenere la combinazione di un alto debito pubblico abbinato a una crescita moderata. Non presenta squilibri importanti come quelli che si stanno verificando in altre economie europee, come in Spagna e Irlanda, cresciute con la distorsione del mercato immobiliare e dell'elevato debito privato». È quanto affermava Alexander Kockerbeck, analista di Moody's responsabile per la valutazione del rischio-Italia, in un'intervista a Il Sole 24 Ore. «L'Italia ha vulnerabilità e fragilità di sempre - continuava Kockerbeck - che sono già incluse nel rating Aa2, e non presenta nuovi rischi di instabilità che vediamo in altri Stati europei: l'Italia è al contrario relativamente stabile e bilanciata. E non prevedo che farà peggio di altri».

 

Però, «l'Italia non ha lo spazio per abbassare la tasse nei prossimi due anni, come in Germania. E c'è meno spazio per aiutare le banche ma non ne ha avuto bisogno. E non è realistico aspettarsi che possa “crescere fuori dal debito” in tempi brevi. Il governo tuttavia con lo scudo fiscale e la lotta all'evasione fiscale ha trovato il modo di praticare un'iniezione di capitale nel sistema e di allargare la base imponibile per aumentare le entrate in un momento di calo del Pil e di riduzione di queste entrate. E questo è stato un modo di reagire alla crisi».

 

Ecco il parere dell'analista di Moody's chiamato a occuparsi solo dell'Italia, di noi: un'accozzaglia di ovvietà spaventosa, calcolando che lo scudo fiscale è servito solo a evitare che da febbraio stipendi e pensioni dei dipendenti pubblici non venissero più erogate. L'allargamento della base imponibile, poi, è una vera barzelletta: con una “multa” del 5%, infatti, ci si compra l'anonimato e comunque non è affatto detto che i capitali rientrati siano da un lato la totalità del denunciato e dall'altro qualcosa di tracciabile in maniera sicura. Basti pensare ai paradisi off-shore dove molte banche e finanziarie altro non sono che una stanzetta vuota con un fax e un telefono che squilla a vuoto.

 

Se l'Italia deve avere meno paura degli altri - e questo è vero - è perché abbassare il nostro rating, magari facendo aprire una bella procedura all'Ue, significherebbe liberarci da un bel giogo. Un eventuale default italiano potrebbe inficiare il valore dell’euro, al massimo, per l’entità complessiva della partecipazione italiana alla Bce, ovvero il 14%: escluso, quindi, un effetto Argentina.

 

CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO CLICCANDO IL PULSANTE >> QUI SOTTO


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >

COMMENTI
14/01/2010 - La crisi la vede chi ce l'ha (Diego Perna)

Egr. Dott. Bottarelli io la leggo sempre volentieri e devo dire che non aspetto un Armageddon, ma sinceramente un cambiamento di "qualcosa" che non riesco a ben definire nè saprei sinceramente come si potrebbe fare realmente senza smantellare quello che c'è di buono ,anche se poco. Però Le garantisco che sentir dire in giro che c'è una ripresa, che prima le tasse si riducono ma che poi subito dopo siamo in crisi ecc.ecc. bla bla bla,va un pò girar le sfere a chi la situazione economica e quella politica non gli fanno vedere nè luci in fondo al tunnel nè luci in genere da nessuna parte( penso a chi perde il lavoro o alle imprese che chiudono e non sono poche) Certo la situazione difficile pesa solo o maggiormente su di alcuni, non su tutti, pertanto sempre ognuno potrà avere i suoi punti di vista ma sapere che banche e banchieri e chi ci lavora dentro o altre figure di "tutto rispetto" per grandi responsabilità che hanno nella gestione di enti pubblici ecc. , hanno buste paga che un comune mortale non riuscirebbe ad guadagnare in 12 vite di lavoro, è veramente ingiusto, (anche se può sembrare populqualunquistademagogico).

 
14/01/2010 - Supposta crisi Tedesca (Emidio Luzi)

Crisi! Crisi! Crisi! Bene! Soluzioni? Quali? Secondo me la situazione è migliore oggi che un anno fa per il semplice motivo che si è presa una maggiore consapevolezza e gia molte ristrutturazioni aziendali sono state fatte. Molte svalutazioni sono state inserite a bilancio. Per chi conosce il funzionamento dei bilanci pubblici le spese che i vari parlamenti hanno approvato un anno fa o anche alcuni mesi fa per sostenere finanza e sistema produttivo, solo adesso stanno entrando in circolo, tanto è vero che le banche centrali parlano di exsit strategy. I soldi delle varie FED si sostituiscono per far posto ai soldi stanziati dai governi. L'accenno all'impasse del Governo tedesco; ebbene li vi è stato un errore di strategia politica da parte del Cancelliere tedesco: quello che accadde al Presidente del Consiglio Berlusconi con l'UDC dell'onorevole Casini sta accadendo oggi in Germania: prevedo prossime elezioni in quel paese, ma non per motivi econimici, ma politici: in situazioni di difficoltà economica le scelte devono essere rapide, precise. Buona giornata a tutti. Complimenti a tutti voi della redazione per la bellezza del sito.

 
14/01/2010 - AL LUPO, AL LUPO ! (Pierluigi Piccinini)

sig. Bottarelli penso d'aver letto tutti i suoi pezzi qui su ilsussidiario.net (da 1 anno). Lei è simpatico, parla schietto, tocca argomenti interessanti. Il suo taglio catastrofista poi fa presa. Però. Tutti i suoi allerta per catastrofi prossime venture ad ora si sono rivelati ....... diciamo intempestivi, valà. A memoria: Catastrofi a cascata arriveranno dal dissesto finanziario di alcuni paesi dell'est europeo (in primis Ungheria, Ucraina, Russia) travolgendo in primis le banche austriache fortemente esposte in quell'area; Austria sul lastrico e con lei il sistema bancario EU. è successo? Lettonia in semidefault, molte banche svedesi ivi esposte, buco che le travolgerà e con loro il sistema bancario UE. è successo? Sistema bancario Cinese soggetto a logiche politiche di erogazione a pioggia del credito, prescindendo da valutazioni di affidabilità dei richiedenti, per pompare artificiosamente il PIL cinese; sarà un disastro. è successo? Spagna, gonfiatasi come un rospo con la bolla immobiliare, s'è rovinosamente afflosciata, le finora intonse banche spagnole capitoleranno e con loro il sistema bancario UE. è successo? Il buco miliardario di Dubai darà il via a cascata a buchi a catena nel sistema bancario mondiale. è successo? Sulle banche tedesche ha scritto tante volte, sarebbe il vero buco nero del sistema bancario EU. visto niente? C'erano poi sist. bancario UK, Irlanda, carte di credio USA, bolla crediti immobili commerciali, ...

RISPOSTA:

Default dell'Est? Forse era distratto nel farmi le pulci ma due settimane fa l'Austria è stata costretta a nazionalizzare una banca per salvarla. I cds dei paesi ex comunisti sono alle stelle. La Spagna è finita nel mirino delle società di rating insieme a Grecia, Irlanda e Islanda. Le insolvenze su carte di credito in Usa hanno toccato il record storico un mese fa. La Cina è finita non a caso nel mirino dei vulture funds per la bolla immobiliare e i dati macro truccati. La Germania e il suo sistema bancario sono al collasso, lo ammettono Bundesbank e Bafin. Certo, se lei vuole l'armageddon del giorno dopo resterà deluso, certi processi necessitano di tempo e le correzioni sono sempre probabili. Un consiglio per il futuro: non legga solo me, ma anche i giornali. Mediamente, con un mese di ritardo, confermano con le notizie ciò che scrivo. Cordialmente (Mauro Bottarelli)