BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

ALITALIA/ Sul compleanno cala lo spettro degli "aiutini"

Se fosse una squadra di calcio, Alitalia sarebbe la classica formazione che vince il campionato e non la Champions League, con tanto di aiuti arbitrali

alitalia_nastro_rossoR375_20ago08.jpg(Foto)

Il compleanno della nuova Alitalia è stata un’occasione per fare bilanci, stilare voti e dar suggerimenti a Colaninno e soci. La compagnia italiana ne sembra uscita promossa, anche se un giudizio più preciso lo si potrà dare quando verranno resi noti i dati definitivi sull’ultimo trimestre del 2009.

 

Quel che è chiaro, come ha dovuto ammettere il “fustigatore” Ugo Arrigo, è che la nuova compagnia, rispetto alla vecchia Alitalia, è riuscita a migliorare la sua struttura di costi. Ciò dimostra una volta ancora, se ce ne fosse bisogno, che lo Stato non è un buon imprenditore. Tuttavia vorrei fare tre annotazioni. La prima riguarda il futuro ed è il fatto che, come riconosciuto anche dall’amministratore delegato di Alitalia, Rocco Sabelli, il prezzo del petrolio sarà la spada di Damocle di questo 2010.

La seconda è che il Piano Fenice non era azzeccato, tanto che il management nei fatti ha dovuto modificarlo in corso d’opera, soprattutto per quel che riguarda le tariffe dei biglietti aerei. L’ultima considerazione riguarda la legge 166/2008, che sarà in vigore per altri due anni (speriamo non oltre) e che rende possibile la posizione dominante di Alitalia sul mercato interno (e di monopolio assoluto sulla rotta Linate-Fiumicino).

Proprio su quest’ultimo punto, chi scrive esprime tutte le sue critiche e perplessità. E vorrei spiegarle con una metafora, approfittando anche di una recente notizia che riguarda Alitalia. Si tratta del fatto che la compagnia aerea ha deciso di diventare sponsor di alcune squadre di calcio, tra cui Juventus e Roma. È molto probabile quindi che presto vedremo in televisione nuovi spot di Alitalia con famosi calciatori, dopo quello con Raul Bova e consorte.

Ebbene, immaginate che Alitalia sia una squadra di calcio. E immaginate che in ogni partita che gioca in casa parta già da un vantaggio di 2 gol (non per merito suo). È chiaro che non attirerà le simpatie degli amanti della competizione sportiva, per quanto i suoi risultati in classifica possano essere soddisfacenti. E perché mai un commentatore che andasse in uno dei tanti “processi” tv a criticarla dovrebbe essere bollato come “esterofilo”, “disfattista”, “gufo” o “catastrofista”?

Ma il vero punto è che la squadra Alitalia riesce sì a vincere il campionato, ma in Champions League le sue performance crollano, tanto che fa meglio quella squadra di soli giocatori irlandesi che in Italia si piazza dietro di lei. Ed è poco confortante il fatto che la maggioranza dei giocatori della squadra Alitalia sono italiani.

E che dire poi del fatto che i tifosi italiani scelgono sempre più di abbonarsi alle squadre “minori” che ad Alitalia? Certo, si tratta più di ultras che di distinti signori da tribuna d’onore, ma più abbonati si hanno, più la società ha a disposizione risorse per il mercato e per cercare di far meglio in Europa e all’estero, dove gli introiti sono più alti.

PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO


COMMENTI
15/01/2010 - fuor di metafora... (fabio scaccia)

...la lista degli aiutini è lunghissima e inizia proprio il 13 gennaio 2009 con la concessione del COA ad alitalia- cai da parte di zio vito. Come lo chiama il capo, cioè berlusconi.La realtà è che il quarto quadrimestre era la prova del nove e i caimani l'hanno miseramente fallita.Dopo 12 mesi non si può più parlare di rodaggio. Parola comunque ridicola, perchè alitalia-cai tutto è,tranne che una start-up.Con più di 40 milioni di euro di perdite nel trimestre ottobre-dicembre 2009, il progetto cai è fallito.Il 2010 sarà bellissimo: vedere passare il cadavere di alitalia-cai sulle acque del biondo tevere, disteso su una sdraio e rallegrato dalla lettura di "tre uomini in barca (meglio tacere del cane)", di Jerome K. Jerome.Quando si dice che il tempo è galantuomo....

 
15/01/2010 - E la Figc? (Giorgio Allegri)

Il vero scandalo è che quella che sarebbe la Figc (lo Stato) ha studiato questa regola ad hoc per far vincere Alitalia. Altro che Calciopoli!