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SCENARIO/ Passera: l’Italia a crescita zero è a rischio tenuta sociale

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Regole e controlli possono fare la differenza nei meccanismi dell’economia, ma non possono sostituire la responsabilità personale, se è questo che intende. I rapporti tra persone, quelli economici, e ancor di più quelli sociali sono fatti di corresponsabilità e non possono certo essere ridotti a regole e controlli. Tutti dobbiamo sentirci corresponsabili di tutto. È una lezione che va dal famoso melete to pan (curatevi del tutto, ndr) di Periandro fino alle encicliche sociali di Giovanni Paolo II, ma che tendiamo a dimenticare. È bene che Carrón lo abbia ricordato.

 

Corresponsabili di tutto: è possibile?

 

Mettiamola così: non possiamo essere indifferenti a nulla di ciò che succede intorno a noi. Dobbiamo sentirci parte del tutto. E non basta far bene il nostro mestiere e occuparci delle persone più vicine – che è già un merito – per considerarci del tutto soddisfatti.

 

«Più è reale la sensazione di essere perno di tutto quello che mi sta intorno - ha detto su queste pagine un imprenditore italiano, alla guida di un gruppo leader di mercato - più mi sento alla mercé di avvenimenti e cose verso le quali non posso nulla». Che ne pensa?

 

Tutte le cose umane, e certamente quelle dell’economia e dell’impresa, hanno una componente di imprevedibilità che non si può eliminare. È un errore pensare che con il calcolo si possa eliminare l’imprevisto. Una delle grandi lezioni della crisi, per chi si era fatto prendere da quest’illusione, è stata proprio questa: che il rischio non è mai completamente eliminabile. Rischio non è però solo qualcosa da temere. Rischio è anche apertura, novità, andare oltre. Ma per fare del rischio una opportunità - come molti imprenditori di tutti i settori, sia profit che non profit, dimostrano - ci vuole creatività e coraggio.

 

Oggi secondo lei serve più etica o più educazione?

 

Il funzionamento di sistemi complessi come quelli nei quali viviamo hanno bisogno di competenze sempre più sofisticate. E questo ci porterebbe a parlare di scuola e di meritocrazia. Ma sistemi e competenze sono strumenti che devono servire fini e valori che appartengono alla sfera dell’etica.

 

 

(Federico Ferraù)



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