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ALITALIA/ Un ex dipendente: i dati parlano chiaro, dov'è il successo di Colaninno e soci?

Pubblicazione:giovedì 21 gennaio 2010

Alitalia_valigieR375_25sett08.jpg (Foto)

Anche a voler mantener la mente fredda, non si può certo dire che il primo anno di vita di Cai sia quello che tentano di far passare le roboanti dichiarazioni della dirigenza della compagnia che ha preso il posto di Alitalia.

 

Le ragioni sono molteplici e partono dal fatto inequivocabile che qualsiasi analisi dovrebbe prendere atto: gli “aiutini” così microscopicamente citati nell’articolo di Juanfran Valerón sono in verità talmente grossi che dovrebbero far sparire qualsiasi giubilo al momento di tirare le somme. Sarebbe come se un centometrista si inorgoglisse di aver vinto una gara nella quale ha goduto di 90 metri di vantaggio sugli avversari. Credo che le analisi dovrebbero essere un tantino più profonde.

 

Partiamo da un dato: da quando è cominciata la crisi dell’ex compagnia di bandiera, l’informazione è stata ampiamente distorta e, tranne rarissimi casi, la stessa non ha mai indagato sulle cause della debacle, preferendo spesso trincerarsi dietro il comodo capro espiatorio dei (falsi) privilegi dei lavoratori, tattica che ha raggiunto il diapason proprio nel momento culminante dell’intera trattativa con Cai.

 

Fin dal 2002, un gruppo di dipendenti azionisti capitanati dal Comandante Massimo Gismondi avevano promosso non solo appelli ai vari Ministri del Tesoro, proprietario di Alitalia, ma anche ricerche basate su quello che nessuno si era messo in testa di fare anche perché infinitamente lapalissiano: confrontare le varie voci di bilancio di Alitalia con quelle degli altri vettori europei.

 

Un dato saltò subito agli occhi: nonostante dal 2002 al 2007 il costo del lavoro passasse da un valore standard in linea con gli altri vettori (circa un 24%) a quello decisamente ultraconcorrenziale del 18%, le spese di organizzazione della compagnia passavano da un 73% a un siderale 94% dei ricavi rispetto a una media del 63% delle altre compagnie.

 

Cifra che rivelava un dato ancora più sconvolgente, perché questa differenza, in media del 25%, significava circa 1.000 milioni di euro annui letteralmente buttati dalla finestra. Anche se il load factor di Alitalia era superiore a quello di diverse linee aeree (British e Iberia per esempio) e quindi il “ prodotto “Alitalia non fosse da buttar via.

 

La domanda lecita da porsi è se l’intera operazione Cai a questo punto rappresentasse l’unica soluzione al problema. O piuttosto, come sostenuto dalla maggioranza degli analisti, non sia stata una manovra atta a salvare un vettore privato destinato inevitabilmente a sparire (AirOne, i cui conti erano tutt’altro che floridi e soprattutto aveva un load factor tra i peggiori nel continente) a spese dello Stato, come dichiarato da un esponente della CdL in una trasmissione televisiva.

 

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COMMENTI
27/01/2010 - se qualcuno si è offeso (domenici massimo)

Mr Catozzi, io non so se Lei si rende conto delle affermazioni che propone. Lei vola Alitalia perché riconosce la professionalità dei suoi dipendenti e lo fa nonostante il rischio di rimanere a terra a causa di uno sciopero, addirittura improvviso. Forse oltre ad informarsi meglio sulle vicende della Compagnia, dovrebbe sapere che lo sciopero deve avere un preavviso minimo di 10gg rispetto alla data dell’astensione dal lavoro. Pertanto mi pare fuori luogo parlare intempestività che gravi sui cittadini. Casomai parlerei di precettazione facile che ha impedito, guarda caso da quando CAI è sul ponte di comando, ai lavoratori di esercitare un sacrosanto diritto costituzionale. E poi, mi scusi..ma veramente pensa che se CAI, che a suo modo di vedere ha permesso al personale di continuare a lavorare si fosse ritirata, la Compagnia sarebbe fallita? Oppure sarebbe accaduto qualcosa di ben più grave, come la caduta di un Governo appena insediato che non sarebbe stato capace di ricomporre i pezzi di un giocattolo che avrebbe avuto un costo irrisorio (cedendo ad AF), in luogo dei miliardi i euro che gli italiani sono costretti a pagare. Ci pensi.

 
25/01/2010 - Spieghiamoci meglio ? (Guido Gazzoli)

ho il sospetto che il sig.Catozzi abbia letto l'articolo molto distrattamente e non sia poi così documentato. Ribadisco le cifre e sopratutto che l'oparazione CAI sia stata un piacerificio politico più che un "salvataggio" industriale . L'ho dimostrato con fatti....se però vuol documentarsi la invito a leggersi tutta una serie di articoli apparsi sull'Avanti nel 2002. Si accorgerà di come ,benchè nessuno nasconda le sue responsabilità , il potere del sindacato all'interno di Alitalia rappresentasse un granello di sabbia nel deserto dei piacerifici politico-industriali. ritornando all'oparazione CAI Le ricordo che sono state estromesse dall'Azineda proprio le risorse con più esperienza , cosa vitale in un settore come quello aerocommerciale , proseguendo nè più nè meno quanto fatto dalla vecchia AZ ad esempio con la manutenzione. E' che l'interesse politico commerciale prevale su quello collettivo (che poi se ben gestito produce ottimi fruti anche a livello economico). Se AF avesse privatizzato Alitalia di sicuto ci sarebbero stati solo 1600 preppensionamenti (lo diceva il piano ) e , con il costo del lavoro che avevamo, sono sicuro che neanche con la crisi attuale avrebbero tagliato qualcosa...visto la competitità e sopratutto l'asset commerciale di AZ. un saluto Gazzoli Guido

 
25/01/2010 - Salvare lavoratori non legittima loro denigrazione (Z sara)

Per inventarsi imprenditori dell'Industria Aeronautica quando non si hanno le competenze perche' tanto si sa che, se le cose vanno male, si puo' contare su l'aiuto dello Stato, non ci vuole molto coraggio. Un imprenditore che non capisce un H di trasporto aereo, crea e fa fallire una compagnia, mette nei guai pure una banca (Banca Intesa)la quale valuta male l'affidabilita' del suo cliente e continua a prestargli soldi indebitandosi. Un gran numero di politici avidi di voti e con scarso interesse per il futuro della nostra compagnia nominano una serie di AD ai quali lasciano il compito di allargare il loro bacino di voti compiendo scelte che cancellano ogni speranza di resurrezione dell'azienda. Un pasto a bordo costa 6 euro...Alitalia (non i piloti) paga 14 euro, lo stesso con il carburante, etc. come spiega bene Ostellino sul CorSera(http://archiviostorico.corriere.it/2008/novembre/15/piloti_Alitalia_quegli_strani_conti_co_9_081115004.shtml). Ai dipendenti viene chiesto di tirare la cinta per anni x salvare la loro compagnia mentre gli AD intascano milioni di euro dei contribuenti (ke stanno zitti!)e moltiplicano le xdite. Chiudono tratte richiestissime, ne aprono ad hoc antieconomike (il Ministro ke deve curare il suo collegio). Gli italiani zitti. Il governo decide di cavalcare l'onda dell'invidia sociale x calpestare impunemente la dignita' di migliaia di lavoratori e addossare loro ogni colpa per imporre la "soluzione". Salvati i lavoratori? VedremoIl prezzo?Altissimo.

 
25/01/2010 - Se qualcuno si e' offeso..mi scuso (Eros Catozzi)

Bisogna sempre distinguere il lavoro professionale che si fa per conto dell'azienda percui si lavora ..e questo non l'ho messo in dubbio ,tra l'altro ho sempre preferito volare Alitalia rispetto agli altri operatori stranieri nonostante il rischio di rimanere a piedi per uno sciopero improvviso.. un conto e' voler avuto imporre un interesse personale(di casta) per andare avanti !!! Il commento..i nostri ricercatori vanno all'estero ... con Alitalia non ha nulla a che fare mentre con le idee populiste della sinistra perfettamente in linea ... La tanto bistrattata CAI ha permesso al personale di continuare a lavorare ( so che i Piloti e le Hostess fanno molti sacrifici ) e se eravate in questa crisi dipendenti di Air France ???

 
24/01/2010 - X il Sig CATOZZI - INDAGATI VERTICI NON PILOTI (Z sara)

A me sembra che il suo commento sia qualunquista.Forse non e' aggiornato, la invito a leggere l'articol del sole24ore "Alitalia, indagati per bancarotta i vertici in carica dal 2000 al 2007". Appunto i vertici, la magistratura non parla di sindacati. http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/12/alitalia-bancarotta-inchiesta.shtml?uuid=fba2b552-cc58-11dd-b9db-0f80caa3e4f6 E finiamola con l'addossare vigliaccamente (e forse xke qualcuno e' un po' invidioso per non avere le caratteristiche fisiche e psicoattitudinali x svolgere questa ambitissima professione?)la colpa di tutti i mali della compagnia ai piloti, gli unici insieme agli assistenti di volo e il personale della manutenzione, il cui operato eccellente e' verificabile e sotto gli occhi di tutti: X 60 ANNI ci hanno fatto volare in sicurezza garantendo elevati livelli di professionalita'. Questo e' il loro mestiere, e loro lo hanno fatto. E la zavorra assunta per fare da bacino di voti, quella che e' ancora li al suo posto? Quella non le da fastidio eh? Quei manager e amministratori, polici incompetenti e avidi non minacciano il suo ego eh? I nostri piloti, cosi come i nostri ricercatori, ce li invidia il mondo intero, perche sono capaci, se lo ricordi. Come dimostrano i fatti chi dirige un'azienda prende le decisioni ed e' responsabile delle scelte aziendali non i suoi dipendenti che ne pagano le conseguenze. http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=463

 
21/01/2010 - Giusta osservazione..... (Guido Gazzoli)

..peccato che molti problemi all'apparizione dei dati citati nell'articolo siano venuti dai sindacati stessi e addirittura ua OOSS abbia adito a vie legali,perdendo .Come dimostrato dalla relazione del commissario fantozzi , avevamo visto giusto e la matematica non è una opinione. La vendita di Eurofly , oltre che essere antecedente al periodod preso in esame , è stata una faccenda portata a conoscenza della Dirigenza in varie assemblee : effettivamente non porta buona luce sulla figura sindacale , ma chi le scrive , nel 1993 , venne buttato fuori durante una riunione dell'ITF (International Transport Federation che raggruppa i sindacati del settore trasporti)svoltasi a Buenos Aires solo perchè si era permesso di dire ciò che oggi risulta lapalissiano se si vuol ricominciare a costruire qualcosa : "I sindacati devono ritornare ne loro ruolo di labor defensor e non entratre nella gestione di aziende.Altrimenti alla fine si creano danni" Mi pare che , almeno fino ad ora , ciò non sia successo anche durante le varie fasi dell'operazione CAI. Obiettivo della nota , che ho per forza di cose tentato di sintetizare , era dimostrare anche come , quando ci sia costruttività e intenzioni chiare ,le operazioni come quella che ha portato alla "privatizzazione statalizzata" di Alitalia siano perfettamente evitabili , sopratutto per il bene di un Paese purtroppo così mal gestito come il nostro. un saluto Gazzoli Guido

 
21/01/2010 - Alitalia (Eros Catozzi)

Questo articolo e' troppo qualunquista ! Perche' non dice che la compagnia era in mano ai 2 sindacati dei piloti..percui erano i piloti a decidere quanto volevano prendere al mese..quali premi..ecc..ecc... E chi vi ha fornito le informazioni perche' non dice chi ci ha guadagnato (e parlo di milioni di euro) nell'acquisto di una piccola compagnia aerea e poi rivenduta (non ricordo il nome) visto che e' cosi' ben informato di alitalia..perche' se e' un comandante queste cose le sapeva ...