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FINANZA/ Forte: non cerchiamo scorciatoie fiscali per uscire dalla crisi

Pubblicazione:giovedì 21 gennaio 2010

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In Italia abbiamo solo due imposte che funzionano: i contributi sociali - che ci garantiscono il sistema previdenziale - e l’imposta personale sul reddito, che ci garantisce il debito pubblico. L’Iva, per quanto sia evasa - su 100 di base imponibile al fisco ne viene dichiarato solo 60 - in realtà funziona. Ma se una quota dell’Iva andasse alle regioni, lo Stato non riuscirebbe più a garantire una parte del suo debito pubblico.

 

Dunque?

 

Dunque il segnale che viene dall’Europa non è che il nostro debito pubblico è a rischio, ma che dobbiamo fare le riforme giuste e non quelle sbagliate. Tra le prime c’è quella delle pensioni.

 

Ammetterà però che nell’eurosistema qualcosa che non va c’è. Gli stati cedono bilancio e cambio, ma non ricevono flessibilità di gestione.

 

Intanto il cambio il cambio unico è essenziale se si fa un’area monetaria. Io ho sempre sostenuto che prima andava fatta una riforma della struttura fiscale dell’Unione, per poi fare la moneta unica. Invece si è fatta l’Ue sul principio che la moneta sia una struttura di per sé in grado di tenere in piedi un’area monetaria integrata, ma non è così. Così la Bce sovrintende ad un sistema unico senza alcuna garanzia che uno stato abbia un sistema creditizio serio.

 

L’Europa è vittima di un falso monetarismo?

 

Esatto. L’eurosistema non funziona perché non esiste un automatismo in base al quale la moneta risolve i problemi dell’economia reale. Da anni invece immaginiamo che tramite la moneta dirigiamo le sorti dell’universo. Invece con la moneta non si governa niente. Abbiamo una crisi dell’euro, ma non è l’euro che è in crisi, sono le economie reali.



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