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DIBATTITO/ Caro Brunetta, il problema dei giovani non si risolve così

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Sul versante delle politiche del lavoro, utilizzando tutti gli strumenti – che – al pari dell’apprendistato regolato dalla legge Biagi - possono coniugare lavoro e istruzione; sul versante degli ammortizzatori sociali, introducendo adeguate misure di tutela riguardanti tutte le figure professionali «economicamente alle dipendenze».

 

Infine, occorre mettere in cantiere una nuova riforma delle pensioni in grado di tutelare i lavoratori di oggi e di domani: quei giovani, appunto, che avranno una pensione inadeguata, non per colpa del sistema contributivo, ma in conseguenza di una vita lavorativa caratterizzata da discontinuità e precarietà, dal momento che la pensione non è altro che la proiezione nel tempo del lavoro.

 

Qui sta il valore della proposta bipartisan, presentata dal sottoscritto alla Camera e da Tiziano Treu al Senato, la quale prefigura per i nuovi assunti una pensione di base finanziata dalla fiscalità generale a cui aggiungere la pensione che ognuno si è pagato con i suoi contributi. Il governo continuerà ad essere sordo?

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COMMENTI
26/01/2010 - bamboccioni..fuori casa (MASSIMO MESINI)

PUR BANALIZZANDO STO PENSANDO CHE AD OGNI LEGGE CHE SI RISPETTI..CI DEVONO ESSERE CONTROLLI E SANZONI CHI NON LA RISPETTA E ALLORA....CHI ANDRA' A CONTROLLARE CHI ESCE DI CASA DOPO AVER AVUTO GLI INCENTIVI...E SE NON SI PREVEDE UN CONTROLLO SIMILE CHI SE NE ANDRA' PUR AVENDO AVUTO QUELLO CHE POTREMMO CHIAMARE...OBOLO..?E' SOLO UN PROBLEMA EDUCATIVO..C'E' SOLO DA SPERARE NELLE NUOVE GENERAZIONI E IN NUOVI GENITORI CHE MATURINO IL SENSO DELLA GIUSTA INDIPENDENZA DEI FIGLI.