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Lavoro

DIBATTITO/ Caro Brunetta, il problema dei giovani non si risolve così

Cinquecento euro prelevati dalle pensioni di anzianità per spingere i giovani italiani fuori di casa. E' questa la provocazione di Renato Brunetta. Il parlamentare Pdl GIULIANO CAZZOLA, esperto di politiche del lavoro e pensioni ha una contro-proposta. VOTA IL SONDAGGIO

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Le proposte di Renato Brunetta fanno sempre discutere anche quando vengono autorevolmente e significativamente smentite dalla Presidenza del Consiglio. E’ successo pure domenica scorsa.

Prendendo parte ad una trasmissione televisiva del primo pomeriggio (non ricordo bene su quale canale fosse, visto che non c’è molta differenza tra i programmi d’intrattenimento della Rai e quelli di Mediaset), il volitivo Ministro della funzione pubblica ha proposto di istituire un assegno di 500 euro mensili a favore dei giovani mettendo il relativo finanziamento a carico dei pensionati di anzianità.

Sul piano tecnico, il progetto mostra la corda sotto tanti aspetti. Cominciamo da quelli riguardanti il lato delle pensioni. Brunetta pensava forse ad un prelievo sui trattamenti in essere? Questa ipotesi sarebbe difficilmente percorribile perché andrebbe ad intaccare dei diritti acquisiti come sono i trattamenti erogati.

Un’operazione siffatta non sarebbe consentita. In passato vi sono stati interventi di tal natura – anche importanti – limitatamente ad un periodo di tempo definito e come misura solidaristica di carattere straordinario. In caso contrario (è già avvenuto) la Consulta, se investita del sindacato di costituzionalità per una norma che sancisca un prelievo stabile e permanente sulle pensioni, potrebbe cassare la disposizione in un batter d’occhio e dare ragione così ai ricorrenti.

Si potrebbe ipotizzare, allora, un ulteriore giro di vite sui requisiti per accedere alla pensione di anzianità: una misura che produrrebbe certamente dei risparmi.


COMMENTI
26/01/2010 - bamboccioni..fuori casa (MASSIMO MESINI)

PUR BANALIZZANDO STO PENSANDO CHE AD OGNI LEGGE CHE SI RISPETTI..CI DEVONO ESSERE CONTROLLI E SANZONI CHI NON LA RISPETTA E ALLORA....CHI ANDRA' A CONTROLLARE CHI ESCE DI CASA DOPO AVER AVUTO GLI INCENTIVI...E SE NON SI PREVEDE UN CONTROLLO SIMILE CHI SE NE ANDRA' PUR AVENDO AVUTO QUELLO CHE POTREMMO CHIAMARE...OBOLO..?E' SOLO UN PROBLEMA EDUCATIVO..C'E' SOLO DA SPERARE NELLE NUOVE GENERAZIONI E IN NUOVI GENITORI CHE MATURINO IL SENSO DELLA GIUSTA INDIPENDENZA DEI FIGLI.