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J’ACCUSE/ Marco Vitale: i nuovi nemici della famiglia? I fanatici del Pil

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Siamo d’accordo. Ma qui finisce l’accordo. Intendiamoci: il libro contiene numerosi spunti interessanti ed alcuni anche divertenti. Ma è sui temi di fondo del libro che, ad esclusione di quello sopra enunciato, il disaccordo è molto forte.


Reputo uno dei mali più gravi del nostro tempo l’economicismo, cioè il tradurre tutto e sempre in termini economici ed econometrici. Questo libro è un bell’esempio di economicismo esasperato, starei per definirlo di economicismo amorale.


Nel tentativo ardito di pesare quantitativamente il valore dell’“Italia fatta in casa”, cioè di tutte le attività svolte in casa (che non compaiono nel Pil) contrapposte alle attività svolte sul mercato (che si presume rientrino nel Pil), il libro si avventura in una serie di stime, tutte incerte e subordinate a condizioni e ipotesi semplificatrici che ne condizionano grandemente il significato.


Se è vero che in vari passaggi gli autori precisano di non voler estendere la tesi del familismo amorale a tutta Italia, in realtà l’intero libro è pervaso e influenzato da una progressione del tipo: in Italia la famiglia conta più che in altri paesi; una delle caratteristiche di fondo della famiglia italiana è il familismo, che spesso assume le caratteristiche di familismo amorale come teorizzato da Banfield; dunque la famiglia è la vera responsabile di tante cose che non vanno in questo paese e che ne marcano l’arretratezza. (Rispetto a chi? Agli Usa, I suppose).

 

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COMMENTI
29/01/2010 - il mondofuturo di Iachino e Alesina (arnando ermini)

Gli autori, forse, non se ne rendono conto, ma il mondo futuro costruito sui fondamenti che enunciano nel libro, sarà un mondo di individui soli. Soli ed anche, alla lunga, più infelici di ora. E dire che appartengono allo schieramento politico che, a chiacchere un giorno si e l'altro anche, fa delle parole solidarietà, interesse collettivo, etc. etc., una bandiera da esibire. La verità, parafrasando Winston Churchill, è semplice: la famiglia è il peggior modo di vivere la vita, tranne tutti gli altri.

 
29/01/2010 - Considerazioni di un lettore (Vulzio Abramo Prati)

Sono un fedele lettore de "il sussidiario" e condivido la gran parte delle idee che vi vengono espresse, quello che non riesco a capire è la critica così frequente agli scritti dei Proff. Alesina, Giavazzi e Ichino, tra l'altro economisti tra i più quotati a livello mondiale. Si può non essere d'accordo con loro, e anch'io ho spesso dei dubbi, ma non penso rappresentino il male assoluto! Credo invece che una loro critica allo statalismo in campi quali scuola, sanità ecc... si sposi abbastanza bene con l'idea della sussidiarietà. Si può rispondere alle loro teorie economiche semplicemente confutandole o come direbbe Popper "falsificandole" e basta. Per quanto riguarda poi il peso della famiglia in Italia le statistiche dicono che per entrare in "certi circoli" è più importante la professione paterna che le attitudini dell'individuo. C'è libertà solo potendo scegliere, se la famiglia deve svolgere un ruolo solo perchè le istituzioni non permettono la scelta nell'educazione, aiuto agli anziani, lavoro femminile ecc... non c'è libertà! La vera colpa degli italiani è quella di adattarsi o peggio rassegnarsi a una situazione di servizi scadenti o assenti senza chiedere conto di questo a chi di dovere, e il quoziente famigliare dimenticato ne è un esempio! In Italia la famiglia è l'unico supporto sociale disponibile, ad es. quale banca dà a uno studente brillante e senza mezzi un "prestito d'onore" per poter studiare come avviene negli USA! Forse è questo che va criticato di più!