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Economia e Finanza

J’ACCUSE/ Marco Vitale: i nuovi nemici della famiglia? I fanatici del Pil

L’origine di tutti i mali d’Italia è la famiglia. È questa la tesi di fondo de L’Italia fatta in casa di Alberto Alesina e Andrea Ichino. L'economista MARCO VITALE mostra gli errori di questa impostazione. Il saggio completo sul numero di Vita in edicola questa settimana

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Non mi piace recensire i cattivi libri ma quando i cattivi libri godono di un’eco sproporzionata al loro merito, possono fare grandi danni. Ed allora è doveroso contestarli. Quindi questa mia non è una recensione ma una contestazione. Ma il libro da cui prenderò le mosse è anche un pretesto per sviluppare qualche riflessione su un tema fondamentale, come la famiglia.


Nel 2012 la Chiesa organizzerà a Milano un grande incontro mondiale proprio su La famiglia, il lavoro e la festa. Allora è utile incominciare a prepararsi e riflettere su questi temi fondamentali, anche prendendo le distanze da libri come quello di Alberto Alesina e Andrea Ichino dal titolo: L’Italia fatta in casa (Mondadori, 2009) che ha avuto recensioni e presentazioni entusiaste, mentre a me sembra un libro brutto e confusionario.


Il libro parte da una constatazione condivisibile: la famiglia italiana svolge, al suo interno, delle attività che hanno un preciso valore economico che non viene rilevato né dalla contabilità pubblica né dai conti privati. Quindi tale valore non entra in nessuna misurazione della ricchezza delle famiglie italiane. Quindi le famiglie italiane sono sensibilmente più ricche di quanto appaia.


È questo un fenomeno che avviene in tutti i paesi ed è in parte connesso con i limiti propri del Pil che, da qualche tempo, sono sempre più discussi. Ma esistono dati attendibili, che gli autori utilizzano, che dimostrano che il fenomeno è, in Italia, certamente più marcato, soprattutto rispetto ai paesi anglosassoni e del Nord Europa.

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COMMENTI
29/01/2010 - il mondofuturo di Iachino e Alesina (arnando ermini)

Gli autori, forse, non se ne rendono conto, ma il mondo futuro costruito sui fondamenti che enunciano nel libro, sarà un mondo di individui soli. Soli ed anche, alla lunga, più infelici di ora. E dire che appartengono allo schieramento politico che, a chiacchere un giorno si e l'altro anche, fa delle parole solidarietà, interesse collettivo, etc. etc., una bandiera da esibire. La verità, parafrasando Winston Churchill, è semplice: la famiglia è il peggior modo di vivere la vita, tranne tutti gli altri.

 
29/01/2010 - Considerazioni di un lettore (Vulzio Abramo Prati)

Sono un fedele lettore de "il sussidiario" e condivido la gran parte delle idee che vi vengono espresse, quello che non riesco a capire è la critica così frequente agli scritti dei Proff. Alesina, Giavazzi e Ichino, tra l'altro economisti tra i più quotati a livello mondiale. Si può non essere d'accordo con loro, e anch'io ho spesso dei dubbi, ma non penso rappresentino il male assoluto! Credo invece che una loro critica allo statalismo in campi quali scuola, sanità ecc... si sposi abbastanza bene con l'idea della sussidiarietà. Si può rispondere alle loro teorie economiche semplicemente confutandole o come direbbe Popper "falsificandole" e basta. Per quanto riguarda poi il peso della famiglia in Italia le statistiche dicono che per entrare in "certi circoli" è più importante la professione paterna che le attitudini dell'individuo. C'è libertà solo potendo scegliere, se la famiglia deve svolgere un ruolo solo perchè le istituzioni non permettono la scelta nell'educazione, aiuto agli anziani, lavoro femminile ecc... non c'è libertà! La vera colpa degli italiani è quella di adattarsi o peggio rassegnarsi a una situazione di servizi scadenti o assenti senza chiedere conto di questo a chi di dovere, e il quoziente famigliare dimenticato ne è un esempio! In Italia la famiglia è l'unico supporto sociale disponibile, ad es. quale banca dà a uno studente brillante e senza mezzi un "prestito d'onore" per poter studiare come avviene negli USA! Forse è questo che va criticato di più!