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Economia e Finanza

SCENARIO/ Negli Usa è crisi petrolifera, in Italia è finita la benzina del credito

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Ma a darci il livello di crisi che sta toccando gli Stati Uniti, nonostante ieri le Borse festeggiassero con rialzi diffusi la prima seduta dell'anno, ci ha pensato PayNet Inc. che ha reso noto come nello scorso mese di novembre siano cresciute in modo esponenziale le insolvenze su carte di credito, linee di credito e soprattutto prestiti da parte di piccole e medie imprese negli Stati Uniti, realtà che di converso vede i creditori sempre meno intenzionati a iniettare denaro verso il circuito produttivo. Parliamo di insolvenze che superano i centottanta giorni di ritardo e che quindi gli analisti tendono a dare per perse per sempre: per questo non stupisce che lo Small Business Lending Index, l'indice che misura i flussi di finanziamento, sia crollato dell'11 per cento nel dato anno su anno dello scorso mese di novembre.

 

E la notizie poco piacevoli, per gli Usa sono solo all'inizio: oggi verrà reso noto il dato rispetto al mercato automobilistico, le vendite al dettagli giovedì e le paghe dei lavoratori non agricoli venerdì. Insomma, l'America annaspa nella “main street” mentre Wall Street corre e la Fed, nei fatti, sta mettendo in campo tutti gli strumenti di diversificazione monetaria necessari per evitare la ripartenza inflattiva non appena, il mese prossimo, verranno ritoccati al rialzo i tassi, ormai a zero tecnico da mesi. In Europa, invece, la crisi corre sul doppio binario. Politico, poiché nessun regolatore né governante sembra minimamente avere idea di come governare questa delicata fase di transizione. Ed economico, poiché interi settori stanno per essere polverizzati dalla crisi e della concorrenza.

 

L'Italia, non è da meno. Anzi. I prestiti bancari alle imprese, corretti per gli effetti delle operazioni di cartolarizzazione, al settembre 2009 sono diminuiti rispetto all'anno precedente (-1,2%); il calo è stato più intenso, guarda caso, al Centro Nord. Non lo dice il Sussidiario.net ma è ciò che si legge nell'Andamento del credito nelle regioni italiane nel terzo trimestre del 2009 diffuso da Bankitalia. La contrazione dei prestiti al settore produttivo ha riguardato larga parte delle regioni: la diminuzione è più accentuata in Molise, in Calabria e nel Lazio (rispettivamente -9,3%, -5,4% e -3,2%).

 

Nei dodici mesi terminanti a settembre 2009, i prestiti alle famiglie consumatrici sono aumentati del 2,9%, in rallentamento rispetto al trimestre precedente. Il tasso di crescita dei prestiti alle famiglie meridionali è risultato, in linea con la dinamica dei precedenti trimestri, superiore a quello delle famiglie del Centro Nord. L'aumento dei prestiti ha riguardato tutte le regioni ed è stato più sostenuto in Puglia (6,5%) e Calabria (5,7%). Come nel precedente trimestre, l'Emilia Romagna e la Val d'Aosta hanno registrato i tassi di espansione dei prestiti più bassi tra le regioni italiane.

 

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