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BIG SOCIETY/ Vittadini: la sussidiarietà ora parla inglese

Pubblicazione:domenica 10 ottobre 2010

Cameron_DavidR375.jpg (Foto)

 

Una concezione che suggerisce una teoria e una prassi ben lontana dalla neutralità (o, peggio, dall’ostilità) con cui l'ente pubblico, anche nel nostro Paese, per lo più vede l'azione del privato sociale. Come disse don Giussani al convegno della DC Lombarda nel 1987, “è nel primato della società di fronte allo Stato che si salva la cultura della responsabilità.

 

Primato della società allora: come tessuto creato da rapporti dinamici tra movimenti, che creando opere e aggregazioni, costituiscono comunità intermedie e quindi esprimono la libertà delle persone potenziata dalla forma associativa”. Una prospettiva nata dall’insistenza cattolica sul valore del singolo uomo e della sua iniziativa (base della sussidiarietà), ma che può essere ben compresa e realizzata da un liberale non liberista quale Cameron, è ciò che sembra proporsi all'inizio del suo mandato.

 

(Pubblicato su Il Sole 24 Ore del 10 Ottobre 2010)


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