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Economia e Finanza

FINANZA/ Gli Usa pronti alla "bomba" contro la Cina

BernankeR400.jpg(Foto)

P.S. In attacco di articolo ho parlato, ironicamente, di Giulio Tremonti e della sua sparata populistica contro “certi bankers” che «hanno ricominciato a organizzare cene in cui si serve champagne». Verrebbe da chiedere al ministro se è conscio del fatto che in quelle cene vengono spesso chiusi contratti e accordi in grado di generare profitti che danno sangue ai mercati e di creare milioni di posti di lavoro subordinati nell’enorme indotto (anche le scrivanie di Goldman Sachs vanno pulite e lucidate e qualcuno lo fa) e soprattutto vengono pagate con soldi privati, champagne compreso.

 

Non è così per il G7 e il G20, dove dubitiamo vengano servite ai partecipanti cedrata Tassoni e sanguinella Spumador prese in offerta, con l’aggravante che oltre a gravare sui conti degli Stati, quindi sui contribuenti, nel 99% dei casi si concludono con un nulla di fatto e un rimando alla riunione successiva, per antonomasia sempre quella risolutiva. Una bella videoconferenza bevendo acqua o caffè ognuno nella sua città e nel suo ufficio (tanto dove si prendono le decisioni che contano e chi le prende lo sanno tutti) non sarebbe meglio?

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COMMENTI
12/10/2010 - banchieri e champagne (Stefano Gianni)

credo che i commenti di Tremonti siano più che corretti, quelli speculatori (non oso definire finanzieri) non usano soldi loro, ma soldi nostri che hanno sfilato dalle tasche a mezzo mondo con gigantesche operazioni truffaldine. Come per esempio il "filantropo" (da lei stesso chiamato così) Soros.

RISPOSTA:

Caro Gianni, se lei - come mi sembra - è un mio lettore, sa cosa penso della speculazione e del suo ruolo sui mercati: è il corrispettivo del pesce spazzino degli acquari. Riconosce le bolle e le fa esplodere prima che diventino così grandi da devastare il sistema, rimette in riga azioni sopravvalutate di aziende dai bilanci allegri (senza speculazione, Enron avrebbe mandato in default il Texas e non solo), scova e crea profitto da situazioni di malagestione statale, debito pubblico e quant'altro. La speculazione non fa partire le crisi, sale in giostra e scappa con il malloppo. Non le piace? A me sì. George Soros, da lei citato, era uno speculatore quando nel 1992 ha affossato lira e sterlina, operazione possibile proprio a causa dello stato di salute di quelle due nazioni (la colpa non era sua ma dei governanti), oggi è un manipolatore di mercati travestito da filantropo, visto che guida consorterie che decidono strategie rialziste o ribassiste in grande stile a livello strutturale: la differenza c'è ed è macroscopica. Quindi, non solo l'attacco contro la speculazione di Giulio Tremonti non ha senso ma, soprattutto, non ha senso - se non quello della ricerca del facile consenso populista - la distinzione tra banchieri e banchieri. I banchieri d'affari, quelli che Tremonti odia tanto, rischiano in proprio e guadagnano in proprio: sa quanti fondi speculativi sono falliti solo dall'inizio di quest'anno? E poi, come confermato da uno studio del Senato americano, gli hedge funds e la loro attività hanno pesato solo per il 5 per cento sulla crisi. Sono i banchieri buoni, quelli statalisti che piacciono tanto a Giulio Tremonti, ad aver fatto i veri danni. Chi ha fatto indigestione di cds sul rischio di default sovrano di Grecia, Spagna e I'Irlanda? Societe Generale e Deutsche Bank, per loro stessa ammissione. Chi ha chiuso i rubinetti del credito all'impresa e ai cittadini, svelandoci poi attraverso i bilanci che alla voce attivi compariva una leva di esposizione ad investimenti ad alto rischio che una banca commerciale non dovrebbe avere? Unicredit e Intesa-SanPaolo, i presunti banchieri buoni di Giulio Tremonti. A che gioco gioca Tremonti, quindi? Pensa di essere l'unico genio della finanza mentre il resto del mondo è venuto giù con la piena? Non è così: io non temo il Greenlight Capital, temo chi strangola le pmi. E temo il giacobinismo statalista di Giulio Tremonti. Cordialmente. (Mauro Bottarelli)