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Economia e Finanza

FINANZA/ 1. Tremonti vs. Draghi: chi ha ragione sulla speculazione?

Il ministro Tremonti mette in guardia su un ritorno degli speculatori, mentre Draghi minimizza. Il commento di SERGIO LUCIANO

Tremonti_DraghiR400.jpg(Foto)

Sarà per la suggestione che “Wall Street 2” inizia a suscitare sugli schermi cinematografici di tutto il mondo, fatto sta che il j’accuse lanciato dal ministro Tremonti contro la speculazione finanziaria internazionale, tornata secondo lui ad agire a mano libera sui mercati, ha colpito nel segno. Il film-sequel del cult di Oliver Stone che raccontava, dieci anni fa, delle scorrerie di un raider di Borsa, Gordon Gekko, parte dalla scarcerazione di quest’ultimo che, tornato al vecchio lavoro, scopre che nel nuovo contesto i nuovi colleghi si comportano in modo molto peggiore di come faceva lui e rimangono impuniti.

 

Spiace che il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi si sia sentito in dovere di replicare a Tremonti indirettamente, all’indomani, per ridimensionare la fondatezza dell’allarme, dicendo che gli episodi speculativi di nuovo in atto hanno portata limitata: la verità, purtroppo, è quella denunciata dal ministro e dal film, e a nulla è valso, finora, l’impegno del Comitato internazionale per la stabilità dei mercati finanziari guidato appunto da Draghi.

Com’è possibile che a due anni di distanza dal crack della Lehman Brothers sia corretto dire che la speculazione è tornare alle sue scorrerie borsistiche? Com’è potuto accadere? Una risposta cronistica deve concentrarsi sui difetti dei controlli preventivi che le autorità di vigilanza di tutto il mondo riescono a praticare sui mercati finanziari. Ma la risposta sostanziale è un’altra, e batte sulla struttura operativa dell’industria finanziaria angloamericana, un’industria ipertrofica, vittima di se stessa e di un’autoreferenzialità totale, per cui metà del personale che vi opera lavora per incrociare le attese dell’altra metà, accomunati tutti da guadagni iperbolici legati non alla sostanza dell’attività svolta, ma alla sua apparenza nominale.

E la sostanza dell’attività dei mercati finanziari, che all’origine della storia delle Borse internazionali è sempre stata il sostegno finanziario all’attività economica d’impresa, è ormai divenuta tutt’altra cosa: ovvero oggi quell’industria guadagna, e tanto, sulla circolazione dei capitali e non sul loro rendimento reale. Si può dire, insomma, che se un tempo la speculazione aggiungeva pepe ai mercati, oggi i mercati sono soltanto pepe, ma sotto la spezia non c’è più la pietanza.

Tremonti ha qui introdotto - parlando all’ultimo G7, dove peraltro erano ricomparsi per la prima volta i vertici operativi delle principali banche d’affari internazionali - un distinguo non banale a vantaggio degli istituti bancari italiani, diretti con maggiore prudenza e responsabilità di molti altri, stranieri. Ma purtroppo non sono i nostri istituti a dare l’impronta al mercato. Quella la danno le banche d’affari americane: “I derivati finanziari - ha denunciato Tremonti - sono tornati agli stessi livelli pre-crisi”. Il che è pericolosissimo, è prodromico di nuove convulsioni dagli effetti imponderabili, e andrebbe a tutti i costi scongiurato: ma esistono possibilità infinitesimali che ciò accada.

Continua


COMMENTI
14/10/2010 - si tratta di misura (attilio sangiani)

La teoria economica tradizionale,che attribuiva alla speculazione una influenza "benefica" ( Draghi ) rifletteva una realtà finanziaria ben diversa da quella attuale,caratterizzata da enormi capitali finanziari anonimi vaganti nel mondo globalizzato,privo di una autorità di controllo altrettanto globalizzata. Anche Ratzingher,pur non essendo una economista professionale,ma esperto in umanità ( oltre che in teologia !) lo denuncia fortemente come uno degli "idoli" del mondo attuale. Quindi mi pare che abbia ragione Tremonti.Al suo attivo ha il fatto di aver previsto i tristi eventi finanziari e di aver criticato per tempo gli errori commessi nella affrettata e pasticciata globalizzazione economica e finanziaria.Guidata poi,ironia della storia,da politici e intellettuali reduci dalla sbornia statalista - marxista e convertiti ad un capitalismo "selvaggio",come in Russia....

 
14/10/2010 - dietrologia scienza tanto cara a noi italiani!! (michele fortunato)

mi stupisce sempre di leggere analisi che vedono complotti dietro ad ogni mossa di mercato. sui mercati aleggerebbe sempre una mano forte che oggi muove il dollaro al ribasso ieri i bond greci al collasso domani le borse piuttosto che i prezzi della lana del mais del riso o del petrolio al rialzo. ma soprattutto che cosa è la speculazione ? se mia mamma compra le azioni enel come la definisco ? se poi la stessa rivende le azioni la posso definire una bieca speculatrice ? io preferisco parlare di investitori e di grado di rischio. chi mette i soldi su un asset prende i rischi e può guadagnarci o perderci. pensare che esista un "servizio segreto deviato" una specie di "spectre" che mira alla distruzione del mondo mi sembra francamente puerile e serve solo a distogliere lo sguardo dai veri problemi. se gli investitori hanno scarsa fiducia nell'italia dobbiamo dare tutta la colpa agli "speculatori" ? se la grecia crolla è solo colpa della S.P.E.C.T.R.E o anche di un governo che ha sistematicamente "taroccato" i bilanci ?