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FINANZA/ 2. Attenzione al "mercato manipolato" che minaccia le Borse

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Alcuni miei critici hanno utilizzato e utilizzano come contrappunto al mio presunto pessimismo - io continuo a chiamarlo realismo ma tant’è - i recenti rally borsistici, ovvero il fatto che per quanto l’economia globale non riparta, molti Stati anneghino nel debito pubblico e le banche siano ancora intasate di assets tossici di quasi impossibile valutazione, la Borsa prosegue il suo lavoro e la gente continua ad avere opportunità di guadagno. È il libero mercato. E a me piace.

 

Peccato che quello con cui abbiamo a che fare, negli Usa in modo particolare ma non solo, non è “libero mercato”, ma un mercato strutturalmente manipolato, sia dal cash flow rappresentato dall’eccesso di liquidità garantito dai dollari artificiali stampati in cantina dalla Fed, che da un sistema insito al mercato azionario, atto a renderlo completamente falso e finalizzato alla creazione di profitti non illeciti, ma certamente dannosi per la finanza globale e i suoi equilibri.

 

Stando a dati e rilevazioni della Investment Company Institute, che monitora i flussi di entrata e uscita sui fondi e sul risparmio gestito in generale, resi noti alla fine di settembre, c’è qualcosa che non va. Per la 22ma settimana di fila (quindi un arco temporale che comprende anche tutti i mini-rally degli ultimi mesi e che tanto hanno entusiasmato i miei critici) c’è stato sempre e solo un deflusso di denaro dall’equity nel risparmio gestito: dall’inizio dell’anno siamo a circa 70 miliardi di dollari usciti dal mercato azionario statunitense. Al riguardo, guardate questi grafici, il primo in termini assoluti e il secondo con dati cumulativi.

 

 

Clicca QUI per ingrandire il grafico

 

 

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Quindi, mi sono posto una domanda: se si registrano tutti questi deflussi, chi diavolo investe in Borsa per rendere possibili quei rally? Mettetevi comodi, se volete proseguire nella lettura di questo articolo, perché il tema non è dei più semplici e richiede una trattazione non breve. Per Max Keiser, notissimo commentatore di Wall Street, infatti, il capitalismo di libero mercato non esiste più, oggi dobbiamo parlare di “rigged market capitalism”, ovvero capitalismo di mercato manipolato al fine di garantire unicamente profitti privati a danno dei soggetti istituzionali.

 

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COMMENTI
14/10/2010 - Borse e borseggi 2 (Diego Perna)

E' così per tutto, in qualsiasi genere di concorrenza, anche se nel caso di produzione di beni reali è sacrosanta e positiva all’interno di regole condivise e rispettate, cosa che sappiamo benissimo nell’era della globalizzazione non succede più, ma ignorare come si muovono borse e mercati dove girano MLD e potere, i cittadini hanno tempo solo per lavorare e non approfondiscono la conoscenza dei fenomeni che determinano la loro vita sociale, fa comodo a tutti i potenti, che sono spesso occulti, (i capitali anonimi di cui ha detto Ben.XVI). Detto ciò se Tremonti, visto che è ministro dell’economia, di queste cose ne capisse e non facesse nulla per difendere i lavoratori e le PMI e così fosse anche per gli altri politici che governano sia l’Italia che l’Europa o gli Stati Uniti, allora in questo caso, dovremmo cominciare a prendere coscienza di quanto sta accadendo a ns insaputa, perché sentire dire che siamo ad una svolta epocale, dove però solo le classi più deboli dovranno sopportare il peso di un cambiamento, fa pensare che le nostre democrazie occidentali, stanno facendo passi indietro a ritmi così rapidi che sarà difficile tornare indietro o sperare almeno al ripristino di un status precedente Buona Giornata

 
14/10/2010 - Borse e borseggi 1 (Diego Perna)

M’intrometto senza alcun titolo nell'interessante articolo e nel commento puntuale di Cordiero. Premetto che continuo a chiedermi che vantaggio ne ho se le borse guadagnano, e sono invece certo di perderci se queste arretrano. Comincio a propendere per la soluzione, ci perdo in ogni caso ,senza che io abbia un cent investito in titoli o altro. Cerco sempre di capirci qualcosa da quando la finanza e la globalizzazione (ma non solo queste) hanno distrutto, e non è esagerato, il mio lavoro come quello di agricoltori, allevatori, PMI, scuola, università e adesso punta anche alla speranza sul futuro nostra e dei nostri figli. Per non andare oltre, in una dissertazione che esula gli scopi di Bottarelli, vorrei dire al Sig. Cordero che pur comprendendo il suo punto di vista, la giustificazione degli strumenti che aiutano a capire e giocare meglio, nell'era dell'elettronica nel mercato finanziario e non sarà purtroppo, Bottarelli con la sua passione e professionalità a fermarne i borseggi a spese dei comuni mortali come me, devo dire che sono sicuro che una volta che tutti avranno raggiunto una certa parità di strumenti HTF o altri, sempre ciò accada, i più forti e avidi per dirla alla Gekko, troveranno sistemi ancora più avanzati per averne sempre un vantaggio.

 
14/10/2010 - alterazioni/3 (giorgio cordiero)

Riporto pari pari una spiegazione di cosa sia la Best Execution Dinamica (fonte sito fondi on line). "Nel caso della Best Execution Dinamica invece, si individuano numerose sedi di esecuzione appartenenti a tutte le classi individuate dalla normativa (mercati regolamentati; MTF; internalizzatori sistematici; market maker) e si affida ad un sistema di ricerca della Best Execution (Smart Order Router), il cui compito è individuare ed ottenere il miglior corrispettivo totale su una delle sedi di esecuzione inserite nella policy. Obiettivo principale della Best Execution Dinamica e quindi di uno Smart Order Router è quello di individuare la migliori sede di esecuzione tra quelle al dettaglio ( Mercati Regolamentati ed MTF) e quelle all’ingrosso (market makers).Lo smart Order Router opera quindi come una sorta di “navigatore” tra sedi di esecuzione diverse. Risulta evidente la supremazia della Best Execution Dinamica ai fini dell’ottenimento della vera Best Execution per il cliente finale, sia esso un privato oppure un operatore professionale". IL sistema legge il prezzo e lo gestisce in automatico. Mi pare abbastanza chiaro, anche se personalmente credo che sia un po' alienante: meglio un uomo che usa la macchina e non viceversa.

 
14/10/2010 - alterazioni/2 (giorgio cordiero)

Al mercato vedo il prezzo migliore (a parità di qualità di mela) e scelgo quella che più mi conviene. L'HTF in borsa mi consente (o mi costringe) a giocare a carte scoperte, perchè io vedo il prezzo. La delinquenza non sta nel sistema, piuttosto nel metodo con il quale questo mi viene proposto: ti consento di sbirciare il prezzo se mi paghi, Sotto intendendo che ti sto facendo fare una cosa irregolare, una furbata. In realtà io RIVENDICO IL DIRITTO di conoscere il prezzo e pretendo che l'HTF diventi un arma per tutti. I lavoratori americani devono chiedere ai loro opulenti e dormienti gestori (semi mafiosi) dei fondi pensione di rimboccarsi le maniche e di attrezzarsi per combattere ad armi pari. Ancora una volta l'atteggiamento negativo di Bottarelli viene ribaltato: L'HTF non è un arma non convenzionale , ma un sistema di clearing che rende meno azzardato il gioco di borsa, trasformandolo in un mercato in chiaro, quindi più libero, ma il discrimine sta nel fatto che se questa tecnologia è appannaggio di pochi allora diviene un arma che manipola un mercato anzichè migliorarlo. In Europa la normativa MIFID introduce un sistema, per molti aspetti simile all'HTF, ma lo rende addirittura obbligatorio per tutti si chaima Best execution dinamica.

 
14/10/2010 - frequenze alterate (giorgio cordiero)

Credo di potermi annoverare tra i "Bottarelli scettici", ma l'essere scettico non significa criticare tout cour. Gli americani sono rimasti quelli del far west. Ricordate i pistoleri? Quello che estraeva per primo la pistola, sparava per primo. Nel caso dell'HTF inoltre il pistolero conosce le caratteristiche di capacità del suo sfidante (il prezzo massimo di acquisto), quindi lo può fregare con un artifizio tecnologico. Molto bene, ma dove sta il gangsterismo? Il sistema di libero mercato funziona sull'incontro tra domanda ed offerta ed ,in materia finanziaria, il PREZZO dovrebbe semplicemente essere il risultato della prevalenza della domanda sull'offerta che corrisponderebbe ad un prezzo più alto, o viceversa dell'offerta sulla domanda, che dovrebbe corrispondere ad un prezzo più basso. In realtà nelle borse il vi è l'incrocio di ordini in acquisto con quelli in vendita che si compsnsano ad un MEDESIMO PREZZO. Vale a dire che il venditore stabilisce (imputa sull'ordine) un prezzo che vuole realizzare, mentre il compratore imputa, a sua volta un prezzo massimo che vuole spendere. In questo mercato tradizionale ci sono i Prò ed i contro. Sicuramente la convenzione rende chiare le regole del gioco e la riservatezza dell'immissione del prezzo fa si che un ordine troppo esoso , o troppo oneroso, venga scartato dal mercato. I contro sono che si gioca a CARTE COPERTE, quindi SI GIOCA E NON SI "LAVORA". Mi spiego meglio: quando vado al mercato a comperare le mele...