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FINANZIARIA/ Ugo Bertone: cosa si nasconde dietro il progetto di Tremonti?

Ieri il consiglio dei ministri ha varato la Finanziaria secondo il disegno di Tremonti, che prevede tagli e investimenti per lo sviluppo. L’analisi di UGO BERTONE

Tremonti_Bandiera_UeR400.jpg (Foto)

La crisi? “Non è un week end noioso”. E nemmeno un “garden party in bad weather conditions”. Parole di Giulio Tremonti che, in vernacolo nostrano, potremmo tradurre così: signori miei, forse qualcuno di voi si è illuso che prima o poi “’a nuttata passerà” e si potrà riprendere il tran tran della vecchia, cara Repubblica spendacciona e solidale. Ma non è così. “La crisi è discontinuità”. La gente, in tutta Europa (Italia compresa) l’ha capito- e i comportamenti privati si stanno adeguando a grande velocità.

 

Purtroppo, a livello pubblico, si stenta a capirlo, come dimostrano i soliti piagnistei dei ministeri, che recriminano sui tagli alla spesa (ma è più corretto parlare di tagli all’aumento della spesa che comunque cresce), o una parte dei sindacati, che continua a sprecare energie su battaglie senza sbocco, da Termini Imerese ai privilegi della flotta pubblica Tirrenia. Ma, al di là delle chiacchiere, è difficile non convenire con quanto dice il ministro dell’Economia: “Non possiamo continuare a produrre più debito che ricchezza. Questo pone nuovi problemi di scelta politica: è difficile modificare strutture che si son costruite in base alla leva finanziaria”.

 

Parole sacrosante, che mister Tremonti, in versione mister Hyde, ha pronunciato all’Aspen Institute nella stessa giornata in cui il consiglio dei ministri ha dovuto digerire l’amara medicina: al termine di una “discussione assolutamente responsabile”, a detta del ministro, i colleghi hanno digerito le tabelle che rappresentano lo stato dei rispettivi dicasteri, oggi e in prospettiva; di questo passo, molti si sono lamentati, non ci saranno i soldi nemmeno per le bollette e gli stipendi.

 

È un documento molto tecnico, ha replicato perfido Hyde/Tremonti, perché spiega come sono stati costruiti in passato i conti pubblici. E come, al contrario, verranno costruiti in futuro, per essere coerenti con il piano di stabilità dell’Unione Europea. Per carità, è un obiettivo necessario, purché ci sia una ragione condivisa al termine dell’impresa. Come è avvenuto ai tempi di Maastricht o, prima ancora, in occasione del trattato di Roma del ‘56. Altrimenti si rischia di rivivere i tempi della tassa sul macinato, quando i tremendi sforzi imposti ai contadini del Nord e del Sud furono sprecati in scellerate imprese coloniali, mettendo a rischio la stessa unità del Paese. Come, fatte le debite proporzioni, potrebbe accadere anche oggi: guai a giudicare i vincoli per restare in Europa come una semplice regola da ragionieri, senza cogliere il valore politico della scelta.

 

Continua


COMMENTI
15/10/2010 - forse Tremonti punta più in alto (Emilio Colombo)

leggendo e osservando le uscite e le iniziative di Tremonti di questi mesi, mi pare comunque che forse punta e si prepara a qualcosa di più di un superministro dell'economia. E tutto sommato, visto il panorama, ..... vede sig.Perna che un commentino mi è scappato? buona domenica

 
15/10/2010 - vorrei consolare il sig. Perna (Emilio Colombo)

non commento mai perchè leggo e basta, non mi sento all'altezza di intervenire ma leggo con molto interesse e ringrazio il sussidiario di esistere perchè non ha molti equivalenti segnalate comunque la mia stima personale al sig. Perna, che è sicuramente un uomo di buon senso e ci mette molto del suo intuisco che si tratta di un piccolo imprenditore: io sono un micro sono anche un padre di famiglia abbastanza "large" e purtroppo non ho molto tempo fuori dal lavoro e dalla famiglia è la solita scusa, ma.... comunque grazie sig. perna e continui io spesso sono con lei nella ricerca di veri leader, di cui ogni popolo ha bisogno

 
15/10/2010 - Cosa si nasconde 3 (Diego Perna)

Dimenticavo di dire che ovviamente quando un'impresa chiude, anche se per cause che riguardano la crisi economica finanziaria o reale intergalattica globale, e non per cause imputabili ai nostri politici e specialisti dell'economia, non verserà più contributi Inps, non pagherà Inail, né tasse sull'immondizia, tasse camerali, non acquisterà materie prime, né energia, quindi non verserà i.v.a ecc. Se ha dipendenti questi resteranno senza lavoro e non ne troveranno, pur essendo ottimisti, in tempi brevi,quindi ridurranno i loro consumi, se hanno figli piccoli o grandi che siano saranno ancora più svantaggiati, questi ragazzi non potranno frequentare l'università e nemmeno, visto le condizioni complessive, troveranno un lavoro. Sono cose banali, e chi ha un minimo d’intelligenza, lo vede, però è come se non fosse ancora chiaro a tutti, soprattutto per coloro che perseverano nel dire che tutto va bene o tutt'al più riconosce che c'è qualche problema si, ma stiamo meglio di altri paesi e abbiamo fatto meglio di quanto potessimo. Per quanto mi riguarda credo che nessuno abbia ben chiaro il quadro complessivo, e meno ancora gli sviluppi che leggendo i dati a disposizione, si possono prevedere nei prossimi mesi. Buona serata

 
15/10/2010 - Cosa si nasconde? 1 (Diego Perna)

Volete sapere perché commento questo articolo? Così, tanto per dire qualcosa che leggerò io e al più la redazione o l'autore. E' da un anno e mezzo che vedo articoli anche molto interessanti su questo sito, ma credo che la maggior parte dei lettori siano gente che non corre il rischio di perdere il lavoro, o che in ogni caso non sia sfiorato minimamente dalla crisi. Lo vedo dalla scarsa propensione a commentare articoli che parlano di economia, anche se occorrono, dopo aver letto, ulteriori 5/10 minuti per scrivere qualcosa di leggibile e significativo, cosa che si potrebbe fare prendendosi una piccola pausa e così partecipare ad un dibattito nel migliore dei casi, o solo per condividere o meno idee e contributi di chi scrive per mestiere. E questo mi rattrista, perché IL Sussidiario.net, lo ritengo un ottimo strumento d’informazione, ci sono giornalisti appassionati come Bottarelli e Passali, ci scrive Vittadini, vi si legge il Cardinale Scola ed altri autorevoli intellettuali anche d’oltralpe.

 
15/10/2010 - Cosa si nasconde? 2 (Diego Perna)

A volte, i commenti dei lettori, sotto certi punti di vista, sono anche più interessanti degli articoli, fanno vedere, cosa pensa la gente comune, sono insomma uno di quegli strumenti di democrazia che val la pena incentivare. Devo dire che ci sono blog che hanno tanti di quei commenti che è difficile leggere e che spesso e volentieri sono illeggibili e inutili perché dettati da rabbia o entusiasmi momentanei, però sono sempre segno di coinvolgimento, con le sorti ed i problemi del nostro paese. Detto questo, spero che in questo frangente difficile per la storia, e non esagero, del mondo intero, si cominci a pensare più concretamente alle vere necessità e a fare qualcosa il più presto possibile. Io dal canto mio, continuero ad andare in bici per risparmiare inquinamento, soldi per la benzina, assicurazione ecc. perché la mia bella ditta, dopo trent’anni, dovrà chiudere per mancanza di commesse, altro che ripresina o luce in fondo al tunnel!

 
15/10/2010 - Alcuni modi per risolvere i problemi economici (Lorenzo ROMANO)

Per vari motivi smisi di parlarne ma ora non più! Mi sembra di vivere in una Italia, anzi in una Europa abitata da “marziani”! Ci vuole poco a capire che se non c'è più industria e se non c'è più occupazione o si va al disastro o ci si deve "calare le braghe". Un aumento delle tasse (a chi?) farebbe scappare altra gente dall'Italia e allora ci vuole un buon piano di rilancio industriale e dell'occupazione; tra piani e progetti più che fattibili ne ho presentati ben 8 a varie persone "competenti". Risultato ottenuto? Zero come è zero la capacità politica che ho scoperto nell'infrastruttura attuale. Se il Ministro ha bisogno di creare 2 o 3 mila posti di lavoro qualificati (quindi, non "call center") non deve far altro che scrivermi e sarò felicissimo di presentarglieli! Già nel 2003 proposi il mio libro "Per un mondo privo di guerre e di fame" ai maggiori partiti politici e sindacati per segnalare l'approssimarsi della crisi. Risultato: Zero! Nel 2008 presentati a un mucchio di gente tra cui alcuni docenti e politici, il mio libro "New Economy & Socialismo" nel quale, oltre a suffragare con prove dimostrate il libro precedente, aggiungevo anche proposte e correttivi mirati all'industria, alla scuola e alle tasse ma con metodi innovativi. Risultato: Zero! A questo punto non rimane altro che prepararci a subire un nuovo '68, salvo che qualcuno che non sia un "marziano", si decida a cercare di capire almeno l'essenza delle soluzioni da me proposte rolo7@tiscali.it