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FINANZA/ 1. Con le stesse alchimie ci "regalano" un'altra crisi: ecco le prove

Pubblicazione:lunedì 18 ottobre 2010

Borsa_Trader_IndicaR400.jpg (Foto)

Basta guardare ai prodotti che le banche di nuovo propongono alla clientela per rendersi conto che gli ingegneri finanziari non sono andati in pensione. Forse si erano presi qualche mese di vacanza e ora sono tornati ai loro posti di lavoro con tanta voglia di fare. Come un tempo quando con le loro brillanti trovate diedero un contributo non marginale all’esplodere della crisi.

 

Un segnale ancora più forte di nostalgia per il passato viene da Washington. L’amministrazione Obama non sa più a quali strumenti ricorrere per rilanciare un’economia che non vuol saperne di imboccare la strada della ripresa e, allo stesso tempo, vuole ridurre il valore relativo del dollaro per favorire le esportazioni americane. Quindi ha deciso che verranno lanciati dei Buoni del Tesoro e che a sottoscriverli sarà la stessa Federal Reserve. Lo ha confermato venerdì scorso a Boston lo stesso Presidente della Fed, Paul Bernanke: il suo istituto avvierà una nuova fase di “quantitative easing” acquistando, appunto, titoli del Tesoro a lungo termine.

 

In poche parole si stamperanno dollari, si creerà base monetaria, liquidità. Ma non si è detto fino a pochi giorni fa che proprio la pressoché illimitata base monetaria era stata una delle cause più profonde e velenose della crisi? E questa politica non rischia di avere un potenziale inflazionistico da metter paura? E ancora: l’amministrazione americana è sicura che la tenacia con la quale cerca di deprezzare il dollaro nei confronti soprattutto del renmimbi cinese sia, nel lungo periodo, una politica vincente?

 

Pochi giorni fa Paul Kennedy, professore di storia alla Yale University, ha scritto: “È un fatto storicamente assodato: nessun Paese ha mai indebolito la sua moneta (e il suo potere d’acquisto) a vantaggio della moneta di un altro Paese senza perdere anche la sua influenza internazionale”. È davvero questa la strada che l’America di Barack Obama vuole imboccare?



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COMMENTI
18/10/2010 - rewiind/2 (giorgio cordiero)

Servono (o servirebbero) operazioni strategiche e coraggiose, ma prima di ogni cosa ci vorrebbe la consapevolezza dei poteri forti che, così procedendo, ci si avvinghia in un vortice di declino. In realtà la matematica finanziaria è divenuta l'unica regola per fare profitti, mentre la politica di sviluppo, la produttività, l'incentivazione e l'allatrgamento della base dei consumi, sembrano essere modi superati e poco redditizi per fare economia. Mai come adesso l'economia è divenuta finanza pura. Questo danno lo si deve anche alla formazione che i quadri dirigenti finanziari e, a scendere, i meri operatori, hanno ricevuto negli ultimi 25 anni dalle università. La mission unica è fare soldi (poco importa il valore effettivo del denaro). L'aspetto sociale , che pur rappresentava nelle economie politiche del passato una voce importante, poichè vi era la CERTEZZA che l'allargamento del benessere si traducesse in sviluppo per tutti...bene questo aspetto è stato addirittura deriso. "Voi pensate a prendere voti e a far credere alla gente che le cose andranno meglio, intanto NOI (i bankers) ci arricchiamo sempre di più...POI? Bhe... chi vivrà vedrà. Se ho moilti soldi farò il nababbo mentre gli altri crepano di fame". SCIAGURATO MONDO.

 
18/10/2010 - erase & rewind (cancella e riavvolgi) (giorgio cordiero)

Tutto come prima? In un certo senso si. Le banche hanno ricominciato a propinare obbligazioni strutturate con sotostanti particolarmente complicati e di difficile comprensione, anche per chi dovrebbe proporle ai risparmiatori/investitori.I derivati continuano ad essere abusati, cioè vanno oltre il lecito ambito nel quale dovrebbero venire giustamente usati: la copertura. Per quanto riguarda il discorso dei banchetti mi è sembrata più una boutrade moralista che una realtà, anche se , dimostrare opulenza in periodi di crisi, può dare adito a tensioni sociali. Le banche fanno appello alla politica quando ne hanno bisogno e la denigrano, o semplicemente la ingnorano quando le cose sembrano andare meglio.Nel nome della CORPORATE IMAGE si provvede a spargere un bel po' di letame in giro. La verità è che tutti gli interventi che sono stati fatti dalle politiche europee e statunitansi a partire dal 2001 in poi, sono INTRVENTI tattici, quasi dei tappabuchi (o sarebbe meglio dire arginatori di voragini). La politica monetaria USA porta inevitabilmente ad un indebolimento conclamato e cronico della posizione statunitense nell'economia globale, ma la lobby dei banchieri (transnazionale) necessita di nuovo cibo (leggesi liquidità) per autofagocitarsi. Si perchè , essendo il denaro una convenzione, questo può anche accumularsi nelle meni dei pochi, ma se si continua con la svalutazione (e se mai si dovesse riportare al valore effettivo la massa dei derivati in circolazione) .