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NON PROFIT/ Che senso ha donare in tempo di crisi?

Pubblicazione:sabato 2 ottobre 2010

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L’Italia non può più fare a meno delle attività delle circa 250.000 imprese sociali e degli 800.000 dipendenti retribuiti. Ma neanche degli oltre 3 milioni di volontari. La sanità lombarda non profit vale circa 37.000 posti letto ordinari del sistema sanitario regionale, Milano e provincia conta circa 12.000 non profit e quasi 50.000 addetti che a vario titolo lavorano in tutti quei settori di utilità pubblica ove lo stato spesso è latitante o arranca con grande fatica per erogare servizi ai cittadini. Il sistema socio politico è ormai tripolare: pubblico, privato profit e privato non profit.


Ma per mantenere in equilibrio questo assetto c’è bisogno di risorse e fra queste le donazioni sono indispensabili sia per integrare i finanziamenti pubblici sia per coprire i costi dei servizi sussidiari che le imprese sociali non profit offrono, a volte senza alcun riconoscimento economico da parte dello stato. L’elenco è lungo: dagli hospice ove le persone cercano una morte serena e senza sofferenza, all’assistenza offrendo un letto ai senza tetto e clochard che a volte muoiono per il freddo sotto qualche androne del rutilante centro delle grandi città; dall’assistenza dei minori in difficoltà e delle ragazze madri a quella per gli immigrati che ormai sono parte integrante dell’assetto produttivo ed assistenziale dei nostri territori.

 

 

Anche lo sport, la cultura, il tempo libero non potrebbero mantenere il loro ruolo se non ci fossero le imprese sociali non profit ed il volontariato che si dedicano nella promozione delle attività. Ed anche molte università di eccellenza italiane si affidano al fund raising per sostenere le loro attività di ricerca. È a tutti noto che i sistemi economici di eccellenza sono quelli che hanno forti investimenti in ricerca&sviluppo.

 

Per questi ed altri motivi è necessario convincere le imprese ed i cittadini a donare non solo in logica di buonismo filantropico (tipico del capitalismo compassionevole), ma prevalentemente in logica di investimento socio economico. Trovando soddisfazione etica, ma consci che si partecipa al sostentamento e sviluppo del sistema. Per fare questo si devono ulteriormente affinare le tecniche di fund raising, stabilizzare il 5 per mille e defiscalizzare le donazioni in modo più incisivo.


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