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NON PROFIT/ Che senso ha donare in tempo di crisi?

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 C’è bisogno di usare strumenti funzionali ad un fund raising efficace: lettere che cercano attenzione e devono convincere a farsi aprire e leggere (per non diventare “junk mail” e farsi buttare nel cestino), annunci radiofonici e televisivi con testimonial che ci rassicurano e danno credibilità alla richiesta di danaro. Ed ancora gazebo per le strade, “mercatini” di vintage, concerti, cene, cd solidali e molti altri strumenti di raccolta fondi, finalizzati a raggiungere gli obiettivi prefissati . Si adotta tecnologia evoluta e personale per esempio l’uso dei cellulari.


Dagli sms solidali veicolati da programmi televisivi in prima serata alla diffusione di QR-code per informare e dare motivazione per il fund raising. CauseWorld ha implementato il geolocation activism: per esempio girando per negozi si effettuano check in con il cellulare, senza necessariamente acquistare, e si guadagnano “punti karma” che vengono valorizzati a favore di nove buone cause di imprese sociali non profit. Oppure vengono inviati messaggi vocali registrati - per esempio di testimonial - che invitano ad approfondire la conoscenza di una impresa sociale non profit ed in seguito,eventualmente, a donare.


Non molto tempo fa, in una sua lettera, il ministro Sacconi ha sottolineato  che «l’evoluzione delle attività di fund raising, l’attenzione suscitata nel sistema bancario e negli investitori privati, testimoniano la necessità di integrare ulteriormente, rispetto alle erogazioni pubbliche, le risorse economiche a disposizione». Tutto giusto. Con un possibile pay-off: ”Non stiamo facendo la carità, ma stiamo anche investendo!”.

 

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