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NUCLEARE/ L’esperto: la centrale "in giardino" è sicura al 100 per 100

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Gli studi effettuati ci dicono che è possibile avere un reattore commerciale con costi compresi tra 5 centesimi e 10 centesimi di euro per kWh, dunque economicamente competitivi con le altre fonti di energia. Molti paesi in via di sviluppo investono nelle ricerche sulla fusione che vengono condotte in uno spirito di collaborazione da più di 50 anni. ITER viene infatti costruito nell’ambito di una collaborazione che coinvolge Europa, Stati Uniti, Russia, Giappone, Corea del Sud, Cina e India. Paesi come India e Cina hanno aumentato molto gli investimenti nella fusione in previsione della necessità di fonti energetiche per il loro sviluppo economico.

 

Quali altre ricadute scientifiche e tecnologiche avrà ITER per l’Italia e per il mondo?

 

Sul piano scientifico ITER fornirà tutte le informazioni sul comportamento di un gas di deuterio e trizio ad alta temperatura (200 milioni di gradi) in cui i due terzi del riscaldamento e’ fornito dalle particelle alfa prodotte nelle reazioni di fusione. In Italia esistono ottime competenze nello studio dei fenomeni che avvengono in queste condizioni e la partecipazione ad ITER sarà pertanto molto proficua. Sul piano tecnologico la costruzione e l’utilizzo di ITER consentirà di avere ricadute nell’ambito dello sviluppo di magneti superconduttori, di sistemi di generazione di onde elettromagnetiche di alta potenza, di materiali capaci di sostenere elevati carichi termici, di sistemi di misura e controllo innovativi e di sistemi di manutenzione remotizzata, solo per fare alcuni esempi.

 

(Pietro Vernizzi)

 

 

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