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FINANZA/ 1. Fortis: rintronati come il Giappone di 20 anni fa. Forte: ci fosse la Comit…

Ci sono segnali reali di una ricaduta dell’economia globale? Che speranze ha la ripresa? Rispondono MARCO FORTIS e FRANCESCO FORTE

Trader_Asiatico_GiuR400.jpg (Foto)

Nessuno vuole cavalcare il pessimismo, ma nell’analizzare il decorso della crisi economica e finanziaria, ci sono molti dubbi sui tempi di una reale fuoruscita. “L’Occidente sembra, in questo momento, intronato”, dice Marco Fortis, vicepresidente della Fondazione Edison e docente di Economia industriale.

 

Chiedendo agli esperti e agli analisti che cosa stia succedendo in questo periodo, molte ipotesi e molte “letture della crisi e sulla crisi” vengono ridimensionate. Fortis, ad esempio, non crede affatto che possiamo essere alla vigilia di una nuova bolla immobiliare in Spagna: “La ripresa del mercato edilizio, sia in Spagna che in Gran Bretagna, è probabilmente una risalita dai livelli molto bassi in cui si era precipitati. Qualche cosa si muove perché c’è una risalita naturale e per il fatto che è stata iniettata molta liquidità.”

 

Ma sembra che, in certo senso, si ripeta un canovaccio già visto: bolle immobiliari e banche che ritornano a fare quello che facevano prima della grande crisi del 2008: trading, prodotti finanziari e via dicendo. Il professor Fortis stempera questa analisi dai toni forti: “Io non credo che ci sia il pericolo di una ricaduta violenta. Le banche, è vero, hanno ancora molti vizi, Faranno trading per abbellire un po’ i loro bilanci: ad alcuni riesce, ad altri, come Goldman Sachs, non è riuscito. Come abbiamo visto. Quindi, malgrado i vizi che ancora si vedono, non mi pare che sia questo il vero problema, il problema centrale”.

 

E allora quale è il problema centrale? “Lo si vede anche dalle discussioni che si stanno facendo in America. Il problema è che non c’è più crescita, che la crescita stenta. Noi avevamo visto negli anni Novanta un ‘Giappone intronato’, ora mi sembra di vedere un Occidente intronato, che non reagisce, che non cresce più. È questo il lato più preoccupante e non vorrei che questa situazione si prolungasse per un decennio come è appunto avvenuto in Giappone”.

 

Tutto il quadro che lei disegna, mi sembra, ridimensiona anche le critiche che si fanno al nostro ministro per l’Economia, Giulio Tremonti. C’è chi lo attacca da sinistra, c’è chi lo attacca anche nella sua maggioranza. Si dice che stia guardando solo ai conti pubblici e non crei stimoli per la ripresa. “A me sembra che qualcuno si faccia delle illusioni. Che cosa si può fare in questo momento? L’Italia non sta andando neppure male. Facciamo un paragone con la Germania. La differenza tra l’Italia e la Germania, che sarebbe la locomotiva europea, è che noi dobbiamo pagare una bolletta energetica salata, mentre il governo di Angela Merkel si tiene ben strette le sue centrali nucleari. Fate un conto sulle esportazioni. Noi non siamo affatto distanti dai tedeschi”.