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FINANZA/ 2. Il ritorno dei titoli tossici spaventa le banche

Pubblicazione:giovedì 21 ottobre 2010

Trader_Borsa_UsaR400.jpg (Foto)

Bel contributo quello di Gianni Gambarotta pubblicato lunedì scorso su ilsussidiario.net. Un articolo che mi permette di affrontare un argomento che da tempo mi ero ripromesso di trattare, ovvero il fatto che i cosiddetti “derivati tossici” sono tutt’altro che spariti dai desk di broker e altri soggetti interni al sistema che descriveremo partendo dal suo mantra, dal principio chiave, quello definito “eroga e distribuisci”. Ovvero, il modello di cartolarizzazione in base al quale un’attività potenzialmente pericolosa - ad esempio, un mutuo subprime - veniva accorpata ad altre simili e trasformata in titoli che venivano poi venduti a investitori più capaci e disposti a tollerare il rischio.

 

Qual è il limite insito in questo sistema? Riduceva gli incentivi e la volontà a valutare l’affidabilità creditizia del mutuatario: i diversi attori del processo di cartolarizzazione incassavano invece una commissione e poi trasferivano una parte, se non la totalità, del rischio a qualcun’altro. Tutti, proprio tutti, erano complici di questa catena: il broker ipotecario che gestiva il mutuo iniziale, il perito stimatore che aveva ogni beneficio a produrre valutazioni gonfiate, la banca che erogava il mutuo e poi lo impiegava per generare titoli garantiti da mutui ipotecari, quell’arma di distruzione di massa meglio conosciuta come mortgage-backed securities (Mbs), la banca d’investimento che impacchettava sapientemente questi titoli in obbligazioni garantite da crediti, le altrettanto famigerate collateralized debt obligations (Cdo), le agenzie che distribuivano i tanto ambiti rating AAA lungo il percorso al fine di infinocchiare più investitori possibili con il miraggio dell’investimento ultra-certo e ultra-garantito e, infine, gli assicuratori monolinea che garantivano queste tranche tossiche.

 

E come si potrebbe fare a bloccare questo meccanismo perverso, ovvero a valutare più attentamente i rischi di quelle salsicce tossiche che venivano propinate agli investitori? Un modo potrebbe essere quello di costringere gli intermediari, la banca emittente e la banca d’investimento, a detenere in portafoglio alcuni degli Mbs e delle Cdo in questione, ovvero obbligarli a ingoiare la poison pill oppure a comportarsi in maniera più responsabile visto che quella cartaccia se la devono tenere in pancia per legge.

 

 

(Valore stimato del mercato globale dei cdo tra il 1988 e il 2006) 


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