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FINANZA/ 2. Il ritorno dei titoli tossici spaventa le banche

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Solo che di perdite, all’orizzonte di questo settore, se ne prospettano ancora. E non da poco. Stando ai calcoli, nei fatti confermati anche dagli interessati, le perdite legate al pasticcio delle ripossessioni ipotecarie negli Usa tra il 12 e il 15 ottobre scorso sono costate qualcosa come 49,3 miliardi di dollari per Citigroup, Bank of America Corporation, Wells Fargo e JPMorgan Chase, costrette ad assistere a un’erosione del valore di mercato che vedrà i costi andare a intaccare i profitti. La sola JPMorgan ha creato riserve speciali per 2,3 miliardi di dollari per coprire i costi delle ripossessioni ipotecarie e delle spese legali che si troverà ad affrontare.

 

Inoltre, se anche i costi fossero gestibili, è il contraccolpo psicologico a fare paura, visto che a fronte di una situazione potenzialmente esplosiva di cui, ancora una volta, non si conosce l’entità, la gran parte degli investitori non vuole correre rischi e scarica le azioni degli istituti coinvolti: a inizio mese, le Corti supreme di tutti i cinquanta Stati Usa hanno fatto capire chiaramente che le banche dovranno infatti comprare miliardi di dollari di prestiti da investitori in obbligazioni legate a mutui.

 

Ma quanto costerà questa politica obbligata? Caos generale. Per Chris Gamaitoni della Compass Point Research il prezzo a livello di perdite sarà di circa 179,2 miliardi di dollari (ovvero, il costo per ricomprare le obbligazioni immobiliari dagli investitori), mentre per Mike Mayo, analista di Credit Agricole Securities a New York, la cifra dovrebbe attestarsi attorno a “soli” 20 miliardi di dollari. Richard Ramsden di Goldman Sachs Group vede invece un worst case scenario pari a 84 miliardi; infine, per Paul Miller di FBR Capital Markets il costo totale per le banche dovrebbe essere di 91 miliardi.

 

 

(Percentuale degli asset legati a mutui rispetto al totale dei crediti delle banche Usa nel corso del tempo) 

 

 

(Rapporto nell’incidenza sul mercato tra credit default swap e derivati sul settore equity)