BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ 1. Gli Usa sono come l’Italia, ma non è una buona notizia…

Pubblicazione:lunedì 25 ottobre 2010

Obama_Profilo_StancoR400.jpg (Foto)

Lo è in politica estera-militare, specie nelle due partite essenziali dell’Iraq e dell’Afghanistan; lo è nei rapporti con la Cina, il Paese che sta scalzando l’America dal gradino più alto delle potenze mondiali e rifiuta di rivalutare la sua moneta; lo è nella riforma della finanza, dove sostanzialmente, dopo aver tanto tuonato, Obama non ha inciso in maniera apprezzabile sullo strapotere di Wall Street; lo è in materia fiscale.

 

E quest’ultimo punto rappresenta un tasto davvero dolente per il mondo degli affari: chi ha in programma investimenti, vuole sapere con assoluta certezza con quale regime fiscale dovrà confrontarsi, perché avrà effetti decisivi sul ritorno degli investimenti stessi. Obama fa innumerevoli dichiarazioni sull’argomento, ma ancora non ha assunto posizioni precise, non si sa con chiarezza quali decisione prenderà la sua amministrazione.

 

Così, in attesa di vederci chiaro, molti investimenti vengono rimandati, tenuti fermi nei cassetti; i consigli di amministrazione non decidono, preferiscono temporeggiare. Un po’ come succede in Italia, dove il vivere alla giornata in attesa di lumi dal Palazzo, è una tradizione consolidata. Che ha creato molti intralci all’economia. E ora rischia di far danni anche in America.

 

Joe Klein, editorialista del Time, ha scritto che gli americani “si sentono fregati da destra e da sinistra”, perché nessuna delle due parti garantisce il mantenimento del modello economico che per decenni ha garantito benessere e sicurezza al Paese. Però almeno i repubblicani “propongono soluzioni più chiare: abbassare le tasse e ridurre la spesa pubblica”. Invece Obama affronta i problemi, li sviscera, ma quando si deve passare alla decisione tentenna. No good for business.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.