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Economia e Finanza

SCENARIO/ 1. Così Cina, Germania e Giappone aiutano l'Italia "appesa" a un filo

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E se Pechino non lo farà, minaccia di usare la sua forza geopolitica per imporre regole di bilanciamento globale e, più implicitamente, di far crollare il dollaro distruggendo le economie di tutti gli altri con un’ondata globale di inflazione combinata con recessione.

 

In Corea, infatti, L’America ha minacciato di imporre limiti (implicitamente con sanzioni protezionistiche) alle nazioni con un surplus esportativo eccessivo. Ciò ha spaventato non solo la Cina, ma anche Germania e Giappone i cui modelli economici si basano sull’export e su una crescita interna piatta, come sta diventando l’Italia, e l’America si è trovata in minoranza. Ma ha fatto passare il principio che l’eccesso di surplus esportativo vada riconosciuto come fattore squilibrante da correggere, gli altri forzatamente d’accordo, pur riuscendo ad evitare tetti precisi, per evitare che l’America faccia azioni destabilizzanti per disperazione.

 

In realtà non c’è convergenza, a parte il mandato al Fmi di individuare i parametri tecnico-numerici della questione, ma è importantissimo che gli attori abbiano affermato il principio, per nulla scontato, che la questione vada risolta in via negoziale. Non ci sarà soluzione perché Cina, Germania e Giappone non riusciranno a cambiare il loro modello economico aumentando in poco tempo crescita interna ed importazioni così riducendo il surplus. Ma verranno cercati degli strumenti per attutire lo squilibrio. Per l’Italia è un buon esito perché promette: (a) il mantenimento di una certa stabilità globale necessaria per il nostro export; (b) una minore necessità dell’America di svalutare il dollaro mettendo in trappola decompetitiva l’export denominato in euro, tra cui il nostro. Ma la situazione resta appesa a un filo.

 

www.carlopelanda.com

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