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BARILLA/ Una mano tesa a non profit e società: il rapporto di sostenibilità e l’impegno per il Banco alimentare

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IL RAPPORTO DI SOSTENIBILITA’ - Il rapporto di sostenibilità di Barilla è proprio la documentazione del fatto che mercato e impegno per la società possono convivere. Il documento elaborato dal Gruppo di Parma si basa su tre pilastri: obiettivi di sostenibilità totalmente integrati nel piano strategico di business; l’intera compagnia impegnata nel processo; gli stakeholder impegnati fin dall’inizio. E la sostenibilità di Barilla è sviluppata grazie al supporto di tre team di lavoro: azionisti e amministratore delegato; il gruppo operativo; i dipendenti. La pubblicazione del rapporto è il frutto di un lungo cammino, iniziato con la radiografia del percorso di responsabilità sociale negli ultimi dieci anni. Quindi sono state avviate delle sessioni formative per il top management e delle consultazioni con gli stakeholder. A questo punto sono stati elaborati il modello di sostenibilità aziendale, il documento «Sfide, impegni e azioni per una crescita sostenibile» e, infine, la definizione degli obiettivi di sostenibilità per il 2014.

UN’IMPRESA FAMILIARE - Come evidenziato da Virginio, «il nostro rapporto di sostenibilità è unico al mondo per il modo con cui lo abbiamo approcciato, identificando le aree e le sfide. Barilla ha sempre legato il suo sviluppo al benessere delle persone e della comunità in cui opera, convinta che il profitto debba essere un mezzo e non un fine, perché la sostenibilità è parte del nostro patrimonio culturale e chiave delle strategie industriali». Virginio ha citato Guido Barilla, presidente del gruppo, che ha dichiarato: «Non ho mai concepito un’impresa non sostenibile. Non c’è un altro modo di fare impresa se non la sostenibilità». Anche perché, ricorda il direttore della comunicazione, «Barilla dal 1877 è un’azienda familiare e questo è un fattore distintivo, che speriamo di portarci dietro fino al 2077 e oltre. L’azienda non è quotata in Borsa né guidata da interessi finanziari, deve rendere conto solo a sé e al mercato. Nella nostra società è bandita la parola “consumer”: esistono solo famiglie o persone».

UN «ABUSO» DA ARGINARE - Nel corso del seminario, dal titolo «Il futuro della rendicontazione di sostenibilità nel settore food», organizzato da Barilla e da Fondaca, è stata anche presentata l’integrazione in italiano delle linee guida della Global reporting initiative (Gri) per il settore alimentare. Partner di Barilla nel percorso per la definizione del proprio modello di sostenibilità è stata Fondaca, la Fondazione per la cittadinanza attiva guidata da Giovanni Moro. «Il rapporto sulla responsabilità nel settore alimentare – ha precisato Moro - è una strategia importante per dare nuova forma al business e realizzare modelli di impresa sostenibili. Fondamentale per raggiungere questo scopo è il coinvolgimento degli stakeholder, interni ed esterni, da considerare soggetti in grado di influenzare la definizione delle strategie aziendali. Esiste un abuso del termine sostenibilità che ci obbliga a stabilire regole e linee guida per far sì che le aziende siano realmente impegnate in questo processo. Se nel passato prossimo con questo termine si intendeva l’insieme delle cose da non fare, oggi la sfida è individuare ciò che si deve fare per essere sostenibili».