BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ Gli 11 secondi che tengono in scacco Wall Street

Pubblicazione:martedì 26 ottobre 2010

Wall_Street_BandiereR400.jpg (Foto)

Non so voi ma io non credo alle coincidenze. Non ci ho mai creduto, ma dal crollo di Lehman Brothers in poi la mia certezza sulla loro inesistenza ontologica si è rafforzata fino a divenire granitica. Capirete, quindi, che quanto sta accadendo negli Usa non possa passare inosservato. Né lasciare tranquilli.

 

Caso strano, a pochi giorni dalle elezioni di mid-term e con la destra ultraconservatrice del Tea Party in grande spolvero, quella centrale di dossier per conto terzi che risponde al nome di Wikileaks spara fuori altre imbarazzanti verità sulla guerra in Iraq, spalleggiata in questa operazione di sbugiardamento e umiliazione del Pentagono proprio da Fox News, la corazzata di Murdoch notoriamente vicina ad ambienti repubblicani.

 

Non da oggi dico che le élite wasp statunitensi hanno deciso di far fuori politicamente Obama, divenuto scomodo per la sua politica dopo aver egregiamente assolto il suo compito culturale e mediatico, ovvero riammettere gli Usa al genere umano dopo il periodo della guerra al terrore e le guerre che ne sono seguite. Ora che gli Usa sono tornati a essere il paese delle opportunità, delle speranze, dei jeans e della libertà percepita, allora si può pensare a ragionare seriamente sul futuro.

 

Il quale, G20 docet, passa dal dollaro e dalla decisione che verrà presa nelle segrete stanze: lasciarlo andare a picco, scendendo sotto l’indice minimo dello scorso anno, in ossequio all’export oppure cercare una via alternativa? Nel primo caso, l’effetto boom sulle esportazioni potrebbe però avere il side effect di creare una sorta di panico psicologico collettivo, l’idea insomma che i cittadini della prima potenza mondiale girino con in tasca “rifiuti tossici”, come definisce in prospettiva il biglietto verde Robin Griffiths, analista strategico di Cazenove Capital. Per il capo del monetario estero di Hsbc, David Bloom, invece la guerra valutaria in atto potrebbe portare con sé pressioni insopportabili sugli assets rischiosi trasformando di fatto il dollaro in una valuta rifugio.

 

Insomma, il momento è di quelli delicati. Non a caso alla Fed si sono affrettati a rendere noto che è sotto stretta osservazione la vicenda delle ripossessioni ipotecarie, potenziale bomba miliardaria per banche e finanziarie e si parla meno di un nuovo piano di quantitative easing. O meglio, se ne parla in altri termini. La conferma è giunta domenica dalla rubrica settimanale di Irwin Stelzer, eminenza grigia di Rupert Murdoch a Washington, sul Sunday Times: per Stelzer, infatti, il nuovo piano di QE2 non si baserà come il primo in un massiccio acquisto di bond governativi quanto in vere e proprie iniezioni di dollari in circolo, la cui efficacia verrà testata mese per mese prima di attivare una nuova tranche.


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
26/10/2010 - in 5 minuti (Fabrizio Terruzzi)

Quello che fa riflettere è l’inerzia dei governi di fronte a certi problemi. La borsa ormai è più simile al Casinò di Montecarlo che distrugge risorse anziché convogliarle verso investimenti produttivi? È un problema che risolverei in 5 minuti. Tassando i profitti speculativi e detassando quelli che tali non sono ovvero premiando i comportamenti virtuosi. Dov’è il problema? Almeno proviamoci.