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FINANZA/ Dati alla mano, ecco il tallone d'Achille dell'Italia

Pubblicazione:giovedì 28 ottobre 2010

Italia_lente_ingrandimentoR375_22ott08.jpg (Foto)


Per Orlando Green, vice-direttore della capital market strategy a Credit Agricole a Londra, "le obbligazioni greche sono andate sotto pressione immediatamente dopo i commenti di El-Erian: la situazione di breve termine, infatti, non appare male ma c'è un lungo viaggio di fronte da compiere".

Per Giada Giani, economista senior di Citigroup, "l'aggiustamento fiscale di cui la Grecia ha biosgno è senza precedenti. C'è un limite nell'ammontare della contrazione fiscale che una nazione può reggere e supportare prima che questa divenga autolesionista e potenzialmente controproducente per la crescita economica in modo tale da compromettere anche un solo singolo miglioramento".

E il resto del cosiddetto Club Med? A giorni parleremo della Spagna con nuovi dati e indicatori, per ora mi limiterò ad aprire una finestra sull'Italia e lo faccio prendendo spunto dalla polemica scaturita dopo le dichiarazioni di Sergio Marchionne a "Che tempo che fa". Il quale, ovviamente, ha usato un'asprezza verso l'Italia fastidiosa, visto il debito che Fiat deve riconoscere al nostro paese a livello di cassaintegrazione, rottamazioni, incentivi e quant'altro: senza la tanto vituperata Italia, ad Arese sarebbe sbarcata Ford tanti anni fa (e sarebbe finalmente nata la concorrenza).

Detto questo, alcuni appunti di Sergio Marchionne sul sistema paese sono sacrosanti, non tanto a livello salariale quanto riguardo il peso della burocrazia, del fisco, della giustizia, della rigidità delle relazioni industriali, della produttività e del costo del lavoro, basti vedere come siamo classificati a livello Ocse. Non serviva il vate di Mirafiori, però, per scoprirlo:

 

(INVESTIMENTI ESTERI DIRETTI IN ITALIA DAL 1970 AL 2008 ESPRESSI IN MILIARDI DI DOLLARI. FONTE BANCA MONDIALE)

bastava andare sul sito della World Bank e alla sezione "Develpoment indicators" per scoprire l'andamento dell'indice FDI (Foreign Direct Investments, investimenti esteri diretti, il principale indicatore del reale stato di salute di un'economia e dell'affidabilità e attrattività business di un paese) dell'Italia dal 1970 al 2008. Se nel 1970 eravamo a quota 624 milioni di dollari, scopriamo che il vero, primo picco è del 1988 con 6,8 miliardi di dollari, sceso a 6,4 solo due anni dopo e poi rimasto "flat" o con lievi picchi al ribasso fino al 2000, quando si toccarono i 13 miliardi di dollari.


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COMMENTI
29/10/2010 - Due a cui piacerebbe un governo tecnico. (Giuseppe Crippa)

Che questo governo abbia lavorato bene per il Paese sarà stato vero nel 2008 – 2009 ma non certo quest’anno (il lavoro, se c’è, non si vede proprio). Per questo, fermo restando il diritto della maggioranza di continuare anche così se non sa far di meglio, mi fa piacere sapere che anche a Marchionne piacerebbe un governo tecnico con un orizzonte più ampio del varo di una nuova legge elettorale. Se questo non coincide col vero bene del Paese, caro Bottarelli, ci scusi entrambi.

 
29/10/2010 - Il difetto di Marchionne (Vittorio Cionini)

Marchionne ha parlato chiaro e senza fronzoli, centrando con poche parole il problema nazionale. Purtroppo ha un solo grande difetto, è in ritardo di quaranta anni. Ad maiora Vittorio Cionini