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FINANZA/ Dati alla mano, ecco il tallone d'Achille dell'Italia

Pubblicazione:giovedì 28 ottobre 2010

Italia_lente_ingrandimentoR375_22ott08.jpg (Foto)

Cinque anni dopo, ovvero nel 2005, la crescita raggiunse i 20 miliardi di dollari, destinati a salire fino al massimo di 40 miliardi di dollari, il doppio, nel 2007: poi, il crollo. Nel 2008, infatti, l'indicatore FDI toccava quota 15 miliardi, un crollo netto da un anno con l'altro pari a un -94 per cento mentre in base alle previsioni dell'Economist per il 2009



 

(INFLOWS PREVISTO DI INVESTIMENTI ESTERI DIRETTI NEL 2009 ESPRESSI IN MILIARDI DI DOLLARI. FONTE THE ECONOMIST)

l'Italia risaliva a quota 30 miliardi, una vera e propria altalena a cavallo delle elezioni politiche che due anni fa portarono a Palazzo Chigi con una maggioranza parlamentare schiacciate Silvio Berlusconi e la sua coalizione, nei fatti vista come business friendly visto che al crollo, nel piano della crisi globale, è seguita l'anno scorso una crescita pari al 76 per cento in più rispetto all'anno precedente, almeno stando alle previsioni offerte dall'Economist.

Cosa desumiamo da queste tabelle e questi dati? Primo, l'Italia attrae pochi, pochissimi investimenti esteri diretti, basti guardare i raffronti con gli altri grandi paesi industrializzati e questo è dovuto a quei fattori prima elencati e che di fatto sono anche le debolezze strutturali denunciate da Sergio Marchionne, seppur in maniera intellettualmente sgradevole.


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COMMENTI
29/10/2010 - Due a cui piacerebbe un governo tecnico. (Giuseppe Crippa)

Che questo governo abbia lavorato bene per il Paese sarà stato vero nel 2008 – 2009 ma non certo quest’anno (il lavoro, se c’è, non si vede proprio). Per questo, fermo restando il diritto della maggioranza di continuare anche così se non sa far di meglio, mi fa piacere sapere che anche a Marchionne piacerebbe un governo tecnico con un orizzonte più ampio del varo di una nuova legge elettorale. Se questo non coincide col vero bene del Paese, caro Bottarelli, ci scusi entrambi.

 
29/10/2010 - Il difetto di Marchionne (Vittorio Cionini)

Marchionne ha parlato chiaro e senza fronzoli, centrando con poche parole il problema nazionale. Purtroppo ha un solo grande difetto, è in ritardo di quaranta anni. Ad maiora Vittorio Cionini