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SCENARIO/ Ugo Bertone: c'è da fidarsi davvero del “salvagente” di Tremonti?

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Nel Regno Unito, nonostante i tagli feroci al budget, David Cameron è riuscito a trovare i mezzi per finanziare la “banda superveloce” che andrà ad aggiungersi alla banda larga già esistente in quantità assai più elevata che in Italia. Lo sviluppo è stato finanziato dalla cessione dello spettro di frequenze più pregiate, quelle su cui si svilupperanno i servizi degli smartphone, oltre a quelli dell’iPad, con le possibili ricadute per l’economia digitale.

 

In Italia, questa fetta di cielo è stata finora affittata a prezzo simbolico al mondo della tv, che pure può trasmettere in altro modo, assai meno costoso. Logica vorrebbe, chiede il neo ministro Paolo Romani, che una bella fetta di questi quattrini resti nel mondo delle tlc, consentendo finalmente il decollo della Ngn, cioè la nuova rete di trasmissioni cui potrebbe partecipare sia Telecom Italia che i concorrenti oltre alla Cdp e altri partner, italiani e stranieri. Ma Tremonti deve in qualche maniera far fronte alle richieste della pubblica istruzione e del mondo della cultura. E, più ancora, alla necessità di rifinanziare gli ammortizzatori sociali.

 

Il risultato? La strada è stretta. Inutile farsi troppe illusioni, anche per il clima di fibrillazione politica permanente in cui si trascina la crisi italiana. Speriamo che ci sia lo spazio per un gesto di coraggio, votato allo sviluppo. Uno solo, ma nella direzione di “quel circolo virtuoso di consumi evoluti e di investimenti lungimiranti” invocati da Draghi, gli unici che possono farci sperare in un futuro migliore. Il resto, servirà solo per galleggiare ancora per un po’. 



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