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ALTA VELOCITA’/ Ecco perché la pace è impossibile tra Trenitalia e Ntv

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Infatti la scintilla che ha dato il via allo sfogo di Ntv risiede negli “illegittimi ostacoli alla propria attività imprenditoriale” creati da Rfi in quanto quest'ultima “non ha garantito a Ntv, come previsto dalla legge, la disponibilità di un centro di manutenzione da utilizzare durante il processo di omologazione del proprio materiale rotabile. Rfi mantiene un comportamento ostruzionistico nell’ambito di tale processo, che si è di fatto tradotto nell’interruzione da un mese delle corse prova sulle linee ad Alta Velocità”. Ovvero il gestore della rete ferroviaria ostacola il nuovo entrante, rendendo difficile la circolazione dei suoi treni, impedendone l'omologazione, favorendo così il vecchio operatore monopolista.

 

È possibile fare qualcosa? Le soluzioni per risolvere questi problemi ci sono, e sarebbero facilmente attuabili se solo ci fosse la volontà. Per prima cosa bisognerebbe separare effettivamente Trenitalia da Rfi, ovvero dividere realmente l'operatore principale dal gestore della rete, compito che spetta al ministero del Tesoro, proprietario delle due società. In questo modo il conflitto d'interessi decadrebbe.

 

In secondo luogo per favorire una sana e maggiore competizione tra le diverse compagnie in questo importante settore dell'economia, sarebbe consigliabile l'introduzione di un’Authority dei trasporti indipendente e slegata dagli uomini e dalle pressioni della politica come è già presente in altri paesi. Tuttavia non sembrano essere queste le decisioni prese nell'incontro del 20 ottobre.

 

Negli ultimi giorni abbiamo visto che la “pace” siglata non era poi reale. Resta da capire se quanto accaduto in settimana sia il preludio a una nuova e brusca accelerazione nello scontro tra i due attori del mercato del trasporto ferroviario ad alta velocità. Il fatto che siano previsti ulteriori incontri con il governo sembra suggerire che i motivi reali di attrito non siano stati risolti.



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COMMENTI
31/10/2010 - La concorrenza ferroviaria? Italia sola in Europa (Rossi Ferrini Alexander)

La società NTV S.p.A. ha come azionista SCNF ovvero le ferrovie statali francesi (sostenute dal contributo pubblico). Quindi i francesi che hanno chiamato il treno "Italo" (anche se, come ha affermato l'Ing. Moretti, dovrebbe chiamarsi "Franco") sono di fatto entrati nel marcato ferroviario italiano. Fino a qui niente di male. Tuttavia quando Trenitalia ha chiesto di poter entrare nel mercato francese gli è stato negato. Siamo veramente in un regime di liberalizzazione ferroviaria? Perché l'Europa non si occupa di questi problemi? Nel vostro articolo affermate che RFI sta ostacolando l'ingresso di NTV: è falso. Lo stop delle corse prova di "Italo" (o per meglio dire "Franco") è arrivato dal verificatore indipendente incaricato da NTV a sorvegliare l'omologazione del treno. La causa dello stop è venuta da anomalie causate da un errore di costruzione del treno (fatto dalla francese ALSTOM). La ALSTOM allora ha accusato RFI (il gestore della rete italiana) di avere delle simmetrie dei binari sbagliate. Falso. Le ferrovie italiane sono le più sicure al mondo e non lo dice RFI ma l'Union International Chemin de Fer (l'organismo che raggruppa le ferrovie mondiali). Secondo me, questa strategia di attacco di NTV ha la finalità di coprire le spalle ad un eventuale flop di NTV che sicuramente darà la colpa a FS. Vorrei inoltre far notare che ALSTOM ha notevolmente peggiorato la sua reputazione dopo aver offerto una lunga serie di treni inaffidabili: gli unici acquirenti ormai sono NTV

 
30/10/2010 - Non solo Ntv (Roberto Vaccarini)

L'ostruzionismo di RFI è palese anche nel caso di Deutsche Bahn che offre un collegamento fra Monaco e Milano, la compagnia tedesca aveva chiesto di attestare i treni su Milano Centrale ma RFI ha negato l'accesso con la scusa che non c'era un buco libero e così il treno è stato inviato in Porta Garibaldi ma non è finita il biglietto deve essere preso sul treno perché la biglietteria della stazione non rilascia biglietti per treni di gestori diversi da Trenitalia o Trenitalia - Le Nord nel caso dei regionali e, se la situazione non è cambiata ultimamente, non vengono nemmeno mostrati sui tabelloni informativi. Sarebbe ora che in Italia si cominciasse una seria politica antimonopolista nei trasporti, dai treni agli aerei passando per le navi i monopoli de facto sono ancora tutti esistenti e continuano a far danni sia ai privati imponendo prezzi più alti del dovuto oppure offrendo pessimi servizi sia al pubblico addebitando i loro debiti allo stato.